Antagonisti salvati: sinistra in festa

Avs esulta per la sentenza morbida su Askatasuna. Il passato del giudice Natale

Antagonisti salvati: sinistra in festa
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La sinistra festeggia con gli anarchici di Askatasuna e intona cori contro la polizia e lo Stato. La sentenza del Tribunale di Torino, che condanna 18 militanti del centro sociale di Torino per le violenze della protesta No tav e cancella il reato più grave, l'associazione a delinquere, rilancia l'asse tra la sinistra politica parlamentare e i movimenti violenti. Basta leggere le prime dichiarazioni di Marco Grimaldi, vicecapogruppo alla Camera di Avs, presente in Aula momento della lettura della sentenza: «È una vittoria per Torino. Come abbiamo sempre detto, Askatasuna non è un covo criminale e continuerà a esistere, anche come bene comune. Ci aspettiamo delle scuse da chi, da destra, aveva dimenticato ogni garantismo e attaccato pesantemente in questi mesi imputati e solidali e auspichiamo che ora si apra una riflessione sull'uso sproporzionato del diritto penale contro il dissenso e i movimenti sociali». Dimenticando però, che per 18 attivisti sono state inflitte condanne con pene da 4 a 5 anni. Certo, se fosse stata accertata l'associazione a delinquere le condanne sarebbero state durissime. Soprattutto lo Stato non incasserà un euro per i danni.

Nel collegio del Tribunale di Torino, che lunedì pomeriggio ha deciso sui militanti di Askatasuna, c'è anche Andrea Natale, una toga progressista che ha fatto parte dell'esecutivo nazionale di Magistratura democratica. C'è però un precedente che lega il nome della toga con uno dei più autorevoli sostenitori di Askatasuna. Il giudice Andrea Natale, nel 2010, ha scritto un libro con Livio Pepino, altro magistrato progressista, considerato l'ideologo di riferimento del centro sociale Askatasuna. Pepino non ha mai nascosto l'appoggio politico e morale alle battaglie di Askatasuna, facendosi anche da garante per la regolarizzazione del centro sociale. Appoggio ribadito proprio ieri, in un'intervista al Manifesto.

Pepino e Natale nel 2010 hanno scritto con altri magistrati un libro dal titolo «Giustizia. Manifesto contro le regole del governo» (Laterza editori). Natale si è occupato dei capitoli riferiti al tema della libertà personale e custodia cautelare. È solo un precedente che risale a quindici anni fa. Nulla più. Ritornando ai festeggiamenti della sinistra. La sentenza accelera il piano del Comune di Torino per la concessione ai militati di Askatasuna dell'immobile occupato in corso Regina Margherita a Torino. Ilaria Salis (foto), prima della lettura del verdetto, s'era lanciata in una appassionata difesa di Askatasuna. Ieri a Torino è arrivato il vicepremier Matteo Salvini che così commenta: «Non entro nel merito di sentenze che spetta ad altri giudicare. Il mio abbraccio va agli uomini e alle donne in divisa che fanno il loro lavoro a Torino e sui cantieri della Tav. È una vergogna che oggi, domani, dopodomani ci sono 300 donne e uomini in divisa a presidiare militarmente il cantiere ferroviario». E poi Paolo Ferrero: «Il movimento No Tav e Askatasuna nulla hanno a che vedere con le associazioni a delinquere ma piuttosto con la legittima difesa delle popolazioni nel difendere la vivibilità e la salubrità del territorio». I festeggiamenti erano iniziati nel pomeriggio di lunedì fuori ai cancelli del Tribunale alla lettura della sentenza. Per continuare tutta la notte di ieri nel centro sociale con cori contro la polizia e contro l'ex capo della Digos di Torino Carlo Ambra che aveva condotto le indagini.

«Chi ha autorizzato la festa svoltasi ieri nel cortile del centro sociale Askatasuna? I membri del comitato che aderiscono alla delibera di bene comune? Se è si dovranno portare ad evidenza il rispetto delle norme per svolgere un simile evento. Se non sono loro è evidente che c è un'occupazione in corso che svilisce la delibera» - attacca la parlamentare Fdi Augusta Montaruli.

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