Il centrodestra compatto boccia il provvedimento

La maggioranza promette: "Lunga battaglia". Dem e grillini favorevoli anche con il voto

Il centrodestra compatto boccia il provvedimento

La direttiva Ue sulla casa green suscita le reazioni della politica. Il centrodestra ha dimostrato compattezza, bocciando il provvedimento in maniera unanime. Tra i primi a prendere posizione, il ministro Gilberto Pichetto Fratin: «La realtà italiana sulle abitazioni ha caratteristiche che la differenziano da altri - ha premesso - . Per esempio sulla proprietà la differenza è abissale, l'85% degli italiani è proprietario di una casa. Noi pensiamo che la differenziazione tra Paese e Paese debba portare a una valutazione più graduale». Il ministro dell'Ambiente ha continuato a porre l'accento sulle specificità del Belpaese, quelle di cui la direttiva Ue non ha tenuto conto. Per il leader della Lega Matteo Salvini trattasi senza mezzi termini di «patrimoniale mascherata» che «nel nome dell'ambiente, rischierebbe di affossare il bene più prezioso di tante famiglie italiane». Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha anche rimarcato come il Pd e il Movimento 5 Stelle, a livello europeo, si siano espressi a favore. «La battaglia è ancora lunga e noi continueremo, come Lega e come governo, ad impegnarci per tutelare con tutti i mezzi possibili il patrimonio del nostro Paese, a differenza della sinistra», ha chiosato l'ex ministro dell'Interno. Ferma contrarietà anche da Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia: «Questa via ideologica e ambientalista alla transizione ecologica ed energetica porterà solo danni, impoverimento, desertificazione industriale. La via radicale e ideologica al cambiamento, quella che le sinistre nostrane predicano in Italia e in Europa, è sempre - ha osservato l'azzurra - quella sbagliata e oggi come Italia ne paghiamo le conseguenze da tutti i punti di vista». La Mazzetti si è anche pronunciata in favore dell'energia nucleare. Per Fdi ha detto la sua, tra gli altri, Mauro Rotelli, deputato e presidente della commissione Ambiente alla Camera. « Tutti vorremmo che le nostre abitazioni avessero il massimo dell'efficientamento energetico, ma non si può costringere nessuno a indebitarsi per farlo. Questa norma non ti tiene conto di troppe questioni. È ideologica e non realizzabile», ha tuonato il parlamentare laziale. Anche Raffaella Paita, capogruppo al Senato del Terzo polo, ha sottolineato come «gli obiettivi» del provvedimento non siano «realizzabili» nel contesto del Belpaese. Il centrosinistra, nonostante alcuni tentativi di dribbling, ha un'altra visione.

I capigruppo dei 5S delle commissioni Esteri e Politiche Ue di Camera e Senato hanno inserito l'orientamento su questa direttiva tra le motivazioni per cui il governo sarebbe «isolato» in Europa. Un'argomentazione a cui la Meloni ha risposto eccome già nel corso di questa campagna elettorale.

E se il Pd ha puntato tutto sulla «flessibilità» che sarebbe stata concessa per le future «modifiche», la scelta operata all'interno del Parlamento europeo è chiara: il centrosinistra italiano ha sostenuto in modo compatto questa direttiva.

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