Conte vuole il dialogo: scettici Lega e FdI. FI apre uno spiraglio

Con gli Stati genarali oramai arrivati alla conclusione, il presidente del Consiglio apre ancora una volta ai capi dell'opposizione. Fredde le risposte di Lega e Fratelli d'Italia, più incline al dialogo Forza Italia, ma a patto che le indicazioni vengano prese davvero in considerazione

Conte vuole il dialogo: scettici Lega e FdI. FI apre uno spiraglio

Siamo alla fine dei cosidetti Stati generali dell'economia tanto voluti dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e ancora una volta il premier ha deciso di rivolgersi ai leader del centrodestra, invitandoli a prendere parte ai lavori per poter fornire anche il loro contributo.

La tensione fra maggioranza di governo e opposizione è ormai alle stelle. Dopo aver categoricamente rifiutato di partecipare alle riunioni di Villa Pamphilj, definite come "inutili passerelle", Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno continuato ad attaccare duramente Conte ed il suo esecutivo, rispedendo ogni volta al mittente la proposta di unirsi alla kermesse cui hanno preso parte anche personaggi del calibro di Christine Lagarde, Ursula von der Leyen e Kristalina Georgieva, rispettivamente la presidente della Banca Centrale Europea, la presidente della Commissione europea e la direttrice operativa del Fondo monetario internazionale.

Dopo giorni di duri botta e risposta fra opposizione e maggioranza, con gli Stati generali prossimi alla chiusura, il premier ha voluto tendere nuovamente la mano, almeno in via ufficiale, agli avversari politici, così da ottenere quel dialogo che lui stesso non ha tuttavia garantito nel corso dell'emergenza sanitaria. Secondo quanto riferito da "Tgcom24", il presidente Conte si servirà della conferenza stampa in programma domani sera per rinnovare l'appello ai rappresentanti di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Il piano messo a punto per il rilancio del Paese, ha assicurato il premier, sarà presentato in Parlamento, e tutti sono invitati a dire la propria. Oltre a ciò, ci sarebbe anche la forte intenzione di invitare Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.

"Confidiamo già la settimana prossima di rivedere il programma e provare a chiuderlo. Faremo un confronto con le forze politiche di opposizione, dopodiché avremo la bozza di piano di rilancio a cui lavorare alacremente nelle prossime settimane", ha infatti dichiarato oggi il premier.

Assai disomogenee le reazioni dei capi dei partiti dell'opposizione. Scettica la risposta del leader del Carroccio, Matteo Salvini. "Le proposte la Lega le ha già presentate da tempo, in Parlamento. Non abbiamo bisogno di ville o sfilate", ha ribadito l'ex vicepremier, insistendo sul fatto che l'Italia ha ora bisogno di risposte "concrete e in tempi rapidi", come riportato da "Adnkronos". I rappresentanti della Lega continuano ad insistere sui punti da loro ritenuti fondamentali, come la sospensione dei versamenti Irpef, Ires e Iva fino ad autunno, il taglio alla burocrazia, denaro a fondo perduto da destinare a turismo, settore auto e partite iva, riapertura delle scuole, flat Tax al 20% ed immediata cessione delle sanatorie messe in atto a beneficio degli stranieri irregolari.

"Come abbiamo sempre detto, se ci invitano nelle sedi istituzionali siamo disponibili. L'auspicio è che il governo ci ascolti e non succeda come l'ultima volta, quando la lega sollevò alcune proposte (a partite da cig e banche) ma purtroppo Conte non ci diede retta", hanno fatto sapere fonti della Lega.

Secca anche la replica della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. "Noi ascoltiamo moltissimo: mi pare che siano loro che non vogliono ascoltare noi", ha precisato la presidente di FdI. "Abbiamo scelto di non partecipare agli Stati generali perché li consideravamo una passerella, ma questo non toglie che siamo disponibili ad esempio a discutere gli emendamenti che abbiamo presentato al decreto rilancio, dopo che sono stati bocciati tutti quelli che avevamo presentato al Cura Italia e dopo che sono decaduti quelli che avevamo presentato sul decreto liquidità".

"Invece mi pare che Conte butti un po' la palla in avanti: mentre si discute di come spendere 55 miliardi, che il Governo ha a disposizione grazie al nostro voto, voglia parlare di quello che facciamo dopo. Il tutto mentre in queste ore in commissione bilancio, tutti i nostri emendamenti sono stati bocciati. Emendamenti seri e per fare un esempio Cito quello che prevedeva l'unificazione dell'anno fiscale 2019-2020 per consentire la compensazione tra utili 2019 e perdite 2020. È un problema di dichiarare che si vuole dialogare quando poi nei fatti non lo si vuole fare", ha aggiunto la Meloni nel corso della trasmissione "Aspettando le parole", in onda su Rai3.

Si intravede invece un piccolo spiraglio da parte di Forza Italia, anche se il presidente Silvio Berlusconi ha lanciato un avviso a Conte, memore del comportamento tenuto dal premier fino ad ora: "Il problema è che collaborare significa lavorare insieme: l'ascolto puramente formale, da parte del governo, delle nostre indicazioni, delle

indicazioni delle opposizioni, mentre continua a fare e non fare senza tenerne conto, secondo le sue esigenze, è un comportamento del tutto inadeguato alla gravità del momento", ha dichiarato, come riferito da "Tgcom24".

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