La cupa profezia di Casaleggio sr.

L'epidemia ha un'intelligenza politica? In senso stretto no, in senso storico sì. Nessuna peste ha lasciato un tessuto sociale come l'ha trovato

La cupa profezia di Casaleggio sr.

L'epidemia ha un'intelligenza politica? In senso stretto no, in senso storico sì. Nessuna peste ha lasciato un tessuto sociale come l'ha trovato. Da un lato sono per il rispetto assoluto delle regole che le autorità ci danno per combattere il coronavirus, all'altro guardo con sospetto la sequenza dei decreti del premier che passo dopo passo, sospendono, non cancellano per carità, la nostra già sbilenca democrazia. Tra i libri della clausura sto leggendo un bel testo sulla critica della ragion paranoica. Chiusi in casa tutto il giorno, abbiamo bisogno di attentati più che di cibo. Li annusiamo ovunque ma finisce che poi, come nel grande racconto di Poe, non vediamo che la lettera rubata è proprio in bella vista lì sul tavolo. Mettiamo allora insieme le cose. Negozi chiusi, commercio on line (non erano i grillini che volevano chiudere i negozi la domenica?). Bar e ristoranti chiusi, si ordina in casa, on line. Parlamento sostanzialmente esautorato dai decreti presidenziali. Il lavoro? Da casa, con il computer. Il narcisismo televisivo, da casa con le cuffiette tipo Amplifon. Le lezioni scolastiche? Via Skype. Chissà come faremo l'amore via Skype, forse ricorrendo alla fisica quantica e al teletrasporto dei corpi. Il lavoro, come era concepito solo qualche anno fa, nel Novecento, con la cristallizzazione marxista-hegeliana di fabbriche e operai, sembra una cartolina in cui anche il bianco si confonde con il nero. Si fermano l'industria, i commerci, gli scambi? È la de-crescita felice. Vuoi uscire di casa per fare la spesa, comprare i giornali, impedire l'esplosione della vescica del tuo cane, ti metto il telefonino sotto controllo. Il lavoro nel 2050 non ci sarà più. Non lo diceva Nostradamus, ma Casaleggio padre (nella foto). Se continuiamo così, la profezia si avvererà assai prima, a tutto vantaggio della già pronta intelligenza artificiale. Il guru economico di Conte, Gunter Pauli, si è detto felice delle conseguenze ambientali del coronavirus. L'aria è più pulita. Andate a dirlo ai parenti di quelli che muoiono per asfissia nei reparti di rianimazione degli ospedali e non possono neanche stringere la mano ai loro cari durante il trapasso. Burioni, il più autorevole degli scienziati che in questi giorni parlano pure troppo, spera che quelle affermazioni non siano vere. No, niente fake, solo diversi modi pirandelliani di approcciarsi alla respirazione. Poi c'è il 5G, la nuova tecnologia che arriva dalla Cina. Paese da cui nelle ultime ore abbiamo preso il virus e le cure mediche. Ma pare anche avveniristici cloud che danno le informazioni su interi ospedali. Primo passo del futuro orwelliano che ci aspetta, la fine della privacy.

A pensare male, diceva Andreotti, non si va in Paradiso ma spesso ci si azzecca. Intanto Trump e i servizi segreti americani sono diciamo innervositi. Io poso il mio libro sui complotti e porto il cane a fare la pipì. Passa un cretino che fa running, ma niente delazione. Sono ancora un liberale.

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