I dissidenti 5S sognano un gruppo. Alla Camera pensano ad Alternativa

Il M5S è nel caos e la scissione sempre più vicina. Dopo l'avvicinamento con Idv al Senato. Spunta un nuovo progetto

I dissidenti 5S sognano un gruppo. Alla Camera pensano ad Alternativa

Forse per il M5S è arrivato il momento di crescere. O meglio, di trovare la propria strada e la propria identità (perduta). Riassumere quello che è successo nel MoVimento in questi giorni è un'impresa ardua. Tra "o Conte o elezioni" e la votazione farlocca su Rousseau per il "super-ministero della Transizione ecologica", passando per la fiducia al governo Draghi, l'elenco è davvero lungo. Se poi ci mettiamo a pensare dall'anno della fondazione a oggi, non ne veniamo più a capo. Per questo, ci concentreremo sulle ultime 72 ore.

Mercoledì Mario Draghi ha incassato la fiducia nell'aula del Senato. I voti favorevoli sono stati 262, i contrari 40 e 2 astenuti. In totale, 22 grillini sono andati contro la linea dettata da Beppe Grillo e per questo hanno ricevuto una letterina: espulsi dal MoVimento. Apriti cielo. I grillini duri e puri hanno imbracciato il fucile e hanno iniziato a sparare contro la base. Ma visto che i bossoli tornavano indietro come boomerang, hanno pensato a un piano b: un nuovo gruppo con Italia dei valori. E come mai si sono rivolti all'Idv? La questione è tecnica e attiene al regolamento del Senato. Per la costituzione di un gruppo serve un simbolo presente alle ultime elezioni Politiche e l'Idv ha partecipato nella lista Civica popolare. Ecco quindi spiegato l'incontro - riportato dall'Agi - fra il segretario dell'Italia dei valori Ignazio Messina e il senatore Elio Lannutti.

Così, mentre Messina conferma contatti telefonici coi dissidenti, Alessandro Di Battista si butta e parla della necessità di costruire un'opposizione solida (anche se poco dopo si chiama fuori), qualche ex senatore grillino è pronto ad entrare nel Misto e altri ex vogliono far ricorso per non essere espulsi dal MoVimento, alla Camera le cose non vanno meglio.

Giovedì, infatti, Draghi ha ottenuto 535 sì, 56 contrari e 5 astenuti. La fronda dei grillini non ubbidienti al pensiero unico si allarga e in 21 hanno ricevuto la tanto discussa letterina. Anche qui i pentastellati della prima ora hanno minacciato di non volersi piegare "perché l'espulsione dal gruppo non porta in automatico all'espulsione dal M5S" o perché "Vito Crimi non è più il capo politico visto che ora c'è il direttorio". Le osservazioni fatte sono parecchie e sembra inevitabile che il prossimo appuntamento sia in tribunale.

Comprendiamo che la vicenda sia piuttosto intricata, ogni minuto c'è un aggiornamento o una novità. Quella dell'ultima ora, riportata dall'Agi, è che una decina di espulsi alla Camera ha già pronto il nome di un nuovo gruppo. Puntano ad aggregare ex pentastellati che sono nel Misto per dar vita ad "Alternativa". Ma l'operazione - si legge - è in forse, non tanto per una mancanza di numeri, quanto per le manovre in corso con gli altri partiti. Una precisazione. La questione alla Camera è diversa rispetto al Senato: per costituire un gruppo servono venti deputati, senza la necessità di avere a disposizione un simbolo.

In questo marasma, i nomi grossi del M5S non hanno alcuna intenzione di fare un passo indietro. Vogliono togliersi "queste zavorre" che in futuro causerebbero sicuramente problemi ai governisti e pure ai contiani che sono già sofferenti. Ma se al momento balliamo fra i "forse", "ma", "però", quello che è certo è che la crisi nei 5 Stelle ha portato a una riduzione dei posti da sottosegretario. Un vero dramma per un MoVimento che nel giro di poco più di due anni ha perso la metà dei suoi elettori. E arrivati a questo punto, i grillini o quelli che si reputano ancora tali devono capire chi vogliono diventare.

La favola dell'aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno non ha avuto un gran finale, il grido "onestà, onestà" detto oggi fa ridere e i "vaffa" dicono tutto e niente. Le antiche cinque stelle grilline sono ormai cadenti.

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