"Contento di lavorare con Antonio, che conosco da molto tempo", ma nondimeno deluso dalla scelta di Tajani a capo dell'Europarlamento. Storce un po' il naso il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che avrebbe preferito continuare a lavorare con Martin Schulz.
"Vorrei potere continuare a lavorare con il gruppo socialista", ha detto, aggiungendo di avere sentito Gianni Pittella e di volere "una cooperazione che aiuti l'Europa ad avanzare: in Europa abbiamo bisogno di un partito socialista. Lavoriamo tutti per l'Europa e nessuno ha diritto di allontanarsene".
"Le relazioni sono più difficili", aggiunge Juncker, che tuttavia sostiene che per lui, con la fine della Grande coalizione tra Ppe e Pse al Parlamento europeo, non sia "cambiato nulla".
Commenti che si aggiungono a quelli del tedesco, che ha già descritto Tajani come "amico politico" di Berlusconi, "non certo il mio". Aggiungendo tuttavia: "Questo non ha impedito la nostra stretta collaborazione all'interno dell'istituzione".
Da Juncker anche un commento sulle nuove scosse di terremoto che si sono avvertite nel Centro Italia e sui conti pubblici.
"Abbiamo concordato, per quanto riguarda l'interpretazione del patto di stabilità - ha detto parlando di una telefonata precedente al nuovo sisma -, che le spese connesse al terremoto non svolgeranno un grande ruolo in quel contesto".- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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