L'"effetto Umbria" sul governo: Pd e M5s crollano nei sondaggi

La Lega vola al 34,3%, Fratelli d’Italia è al 9,8%. Male tutte le forze di maggioranza. E il 50% degli italiani dà un giudizio negativo sul governo

L'"effetto Umbria" sul governo: Pd e M5s crollano nei sondaggi

L'effetto Umbria si abbatte sui giallorossi. E già nei sondaggi di questa settimana è lampante. Stando alle rilevazioni fatte da Ipsos per il Corriere della Sera, la Lega si conferma il primo partito con il 34,3% e una crescita netta del 3,5%. A perdere terreno sono soprattutto le forze di governo con il Movimento 5 Stelle, che scivola al 17,9% registrando un calo del 2,9%, e il Pd che arretra del 2,3%, attestandosi al 17,2%.

Nando Pagnoncelli, che ha analizzato gli orientamenti di voto all'indomani delle elezioni in Umbria, svela il forte impatto che il risultato delle regionali sta avendo sugli orientamenti a livello nazionale. Mentre il partito di Matteo Salvini continua a mietere consensi, le forze che sostengono il governo Conte non fanno altro che perdere terreno. a godere di buona salute è, in linea generale, tutto il centrodestra. Secondo il sondaggio Ipsos, infatti, Fratelli d'Italia, "che da fine agosto nei sondaggi ha sorpassato Forza Italia", naviga a ridosso del 10%. Il partito di Silvio Berlusconi, invece, "oggi è al 6,2%, alla pari di Italia viva che fa segnare un aumento dell'1,4%". "Da segnalare infine la crescita di Europa Verde che passa dall'1,2% al 2,2% e la flessione delle forze di Sinistra dal 2,8% all'1,7%.

Analogamente all'andamento dei singoli partiti, anche i giudizi sui leader riflettono il voto umbro. "Come da tradizione - spiega Pagnoncelli sul Corriere della Sera - premiano chi ha vinto e penalizzano chi ha perso le elezioni, confermando il famoso aforisma di Ennio Flaiano, che dipingeva gli italiani come un popolo abituato ad andare in soccorso al vincitore". "Le opinioni degli italiani - aggiunge il sondaggista - sono più nette riguardo alle prospettive future dell'esecutivo: infatti il 56% prevede che dopo la sconfitta dell'alleanza Pd-M5S in Umbria, il governo affronterà qualche difficoltà ma non entrerà in crisi, mentre il 17% si aspetta la conclusione dell'esperienza giallorossa". Insomma, dopo un mese di "progressiva crescita dell'apprezzamento" dell'esecutivo, le rilevazioni di Ipsos segnano "un arretramento significativo" che pesa sul premier Giuseppe Conte ben sette punti. Solo il 36% degli intervistati ha, infatti, espresso un giudizio positivo, mentre il 50% ha dato un giudizio negativo, "di fatto riportando il gradimento al livello registrato all'inizio del mandato".

Quanto ai leader, le valutazioni su Conte si mantengono sostanzialmente stabili rispetto a tre settimane fa. "Il 48% esprime apprezzamento per il premier contro il 43% di giudizi negativi", fa notare Pagnoncelli sottolineando che "Salvini e la Meloni fanno segnare una crescita significativa, rispettivamente di 5 e 7 punti, attestandosi il primo al 40% e la seconda al 36%". E, mentre Matteo Renzi registra una lieve crescita, passando dal 12% al 14%, Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti arretrano di cinque e sette punti, risultando graditi al 21% e al 16% degli elettori.

Adesso la sinistra dovrà fare inevitabilmente i conti con le alleanze. Secondo il sondaggio elaborato da Index Research per Piazzapulita, "la coalizione di centrodestra è sondata oggi al 48,4% mentre la coalizione 'giallorossa' (Pd, M5S e Italia Viva) è al 44,3%".

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