L'operazione cybersecurity: salta la fondazione di 007 voluta da Conte

Il governo Draghi Draghi darà vita, fra un paio di settimane, a un'agenzia dedicata alla cybersecurity. Definitivamente tramontato il progetto di Conte

L'operazione cybersecurity: salta la fondazione di 007 voluta da Conte

Finisce definitivamente nel dimenticatoio l'ambizioso progetto dell'ex premier Giuseppe Conte di istituire di una fondazione sulla cyber sicurezza, proposta peraltro già formalmente ritirata nei mesi scorsi dopo le proteste di parte del Pd e soprattutto di Matteo Renzi, oltre che del Copasir che si era sentito scavalcato da Conte e dall'ex capo del Dis, Gennaro Vecchione. Al suo posto, come riporta La Stampa, un decreto legge del governo Draghi darà vita, fra un paio di settimane, a un'agenzia dedicata alla cybersecurity tutta nuova, incardinata nella presidenza del Consiglio, che avrà la sua piena autonomia rispetto al comparto dei servizi segreti, in piena continuità con la scelta di Mario Draghi di dare a Franco Gabrielli la delega ai Servizi e alla sicurezza.

Addio alla Fondazione di Conte

L'agenzia voluta dal governo avrà il compito di interloquire con il Centro europeo industriale, tecnologico e di ricerca sulla cybersicurezza che avrà sede a Bucarest, in Romania. Il centro di competenza sulla cybersicurezza, spiega il Consiglio europeo, ha l'obiettivo di rafforzare il coordinamento della ricerca e dell'innovazione in materia di cybersecurity nell'Ue. Costituirà inoltre il principale strumento dell'Ue per concentrare gli investimenti nello sviluppo industriale, nella tecnologia e nella ricerca sulla cibersicurezza. La nuova agenzia avrà dunque un filo diretto con Bucarest. Il progetto di Conte era molto diverso: con una norma inserita nella legge di bilancio dell'anno scorso, l'ex premier e ora leader del Movimento cinque stelle mirava a creare l'Istituto italiano di cybersicurezza (Iic), affidando nuovi poteri al Dis: fondazione che fu inserita già tre anni fa nel Piano nazionale varato dall'allora premier Paolo Gentiloni. Dopo le proteste di Italia Viva e del Copasir, il progetto subì una forte battuta d'arresto: ora Mario Draghi ci ha messo una pietra sopra, optando per la creazione di un'agenzia staccata dagli 007.

La sicurezza nazionale

Il tema della cybersecurity anima la nostra intelligence. Come ha dichiarato nelle scorse ore Roberto Baldoni, vice direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis) con delega alla cybersecurity all'evento organizzato da Parlamento europeo e Commissione europea dal titolo La nuova strategia europea per rafforzare la sicurezza informatica, nelle dichiarazioni riportate dall'agenzia Nova, "è necessario creare le competenze", ma anche "le difese e le armi specifiche per affrontare le cyber minacce". "Non abbiamo molte competenze, nè a livello nazionale, nè a livello mondiale. C'è uno skill gap molto forte nella cybersecurity e questo è uno dei tanti problemi che si va a sommare al numero degli attacchi" che sono in aumento, ha spiegato. Per fare un esempio, "vi parlo dalla sala dello Csirt Italia e da stamattina abbiamo avuto già 15 milioni di attacchi".

Attacchi cyber che durante la pandemia sono aumentati in maniera considerevole e importante. Secondo quanto dichiarato dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, scrive l'Adnkronos, "con la pandemia, abbiamo assistito a un'esplosione del cybercrime nella quantità degli attacchi e nella dirompenza dei suoi effetti, a fronte di una riduzione di quasi tutti gli altri reati. In particolare, il 2020 ha visto un aumento, rispetto al 2019, del 246% degli attacchi rilevati dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della polizia postale, con uno speculare aumento di circa l'80% del numero delle persone identificate e sottoposte a indagine". È il proseguimento della "guerra asimettrica" con i nuovi mezzi tecnologici. Come ha spiegato in un'intervista al Giornale.it Marianna Vintiadis co-fondatrice, insieme a Antonio Giuseppe Di Pietro, di 36Brains, "una serie di attività che avrebbe potuto aver luogo in termini tradizionali, fisici, si sono spostati online durante la pandemia.

Abbiamo assistito alla crescita di un trend che già esisteva: l’idea di passare da una guerra "fisica" a una elettronica o comunque che fa largo uso di fake news ad esempio quelle inerenti, pilotate da gruppi diverse, sulle vaccinazioni e sull’ordine dei vaccini".

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