L'ultima minaccia di Conte: "Il M5S ha già un piede fuori dal governo"

Il leader dei 5 Stelle va ancora all'attacco: "Servono ragioni per restare dentro il governo, vogliamo risposte vere e risolutive entro luglio". E avverte il Pd: "No ai diktat"

L'ultima minaccia di Conte: "Il M5S ha già un piede fuori dal governo"

I toni non sono concilianti: il sostegno al governo è stato assicurato in cambio di un concreto cambio di passo, a patto che vengano presi in considerazione i paletti del Movimento 5 Stelle. Dunque la presenza dei grillini nell'esecutivo è legata alle risposte che arriveranno dal premier Mario Draghi, che si è preso un po' di tempo per valutare le proposte arrivate sul tavolo di Palazzo Chigi. Ma Giuseppe Conte non vuole aspettare troppo: "Servono ragioni per restare dentro il governo, vogliamo risposte vere e risolutive entro luglio".

L'aut aut di Conte

Le parole pronunciate dal leader del M5S suonano come un aut aut. Il livello di tensione raggiunto è infuocato: nel faccia a faccia con Draghi sono stati ribaditi i punti cardine su cui i 5 Stelle non concederanno sconti, su cui ci si aspetta una discontinuità. "La nostra comunità sta con un piede fuori dal governo", è l'avvertimento di Conte registrato in un colloquio con Il Fatto Quotidiano.

L'avvocato ha ribadito che la galassia 5S si trova in un momento di forte disagio politico, dettato dall'esperienza in maggioranza e da diverse scelte prese dal governo. Per Conte è anche una questione di dialettica politica: "Sono sparite le cabine di regia, i testi da approvare arrivano all'ultimo momento". Motivo per cui ha chiesto più incisività nel Consiglio dei ministri e maggiore tempo per esaminare i provvedimenti.

Il presidente del Movimento non ci sta alla tesi che lo dipinge come il re dei penultimatum, come una figura senza una leadership solida e non in grado di assumere decisioni nette: "Noi non siamo pagliacci. Servono risposte, e di certo non aspetteremo mesi".

Nervi tesi nel M5S

Nel frattempo regna il caos totale nel M5S: nel corso dell'assemblea congiunta tra i deputati e i senatori sembra aver avuto un grande peso la linea di addio al governo, visto che una buona parte degli eletti vorrebbe abbandonare la maggioranza. A questo si aggiunge un altro dato, legato ai malumori diffusi per i difetti di organizzazione che hanno impedito una larga partecipazione: in molti starebbero riflettendo se uscire o meno dal Movimento.

Il solito penultimatum di Conte ha provocato la reazione di Alessandro Di Battista, che sul proprio profilo Facebook ha pungolato gli ex compagni pentastellati: "E anche oggi il M5S esce dal governo domani". Inizialmente Conte ha voluto evitare di commentare il suo pensiero, ma alla fine si è lasciato andare a una considerazione di non poco conto: "Per lui ogni giorno senza uscire è un giorno perso, ma la sua linea non è la mia". E pensare che Di Battista aveva aperto a un riavvicinamento con i grillini.

Il nodo alleanze

Importante anche il fronte delle alleanze. Pochi giorni fa Dario Franceschini è stato chiaro: l'asse con il M5S verrebbe meno se uscisse dal governo. Eppure per Conte si tratta di un'escalation verbale senza alcun senso: "Noi non subiamo diktat che lasciano il tempo che trovano". E ha aggiunto che il Movimento andrà in alleanza "solo se ci sarà piena condivisione sui programmi e coesione, piena collaborazione".

"Lasci perdere...", è la risposta dell'ex presidente del Consiglio di fronte all'ipotesi di una coalizione in presenza di Luigi Di Maio.

Il ministro degli Esteri è fiducioso di rimpolpare ancora di più il nuovo gruppo Insieme per il futuro, magari con nuovi ingressi proprio dal M5S. Sullo sfondo c'è l'immagine di un Movimento che sta per annegare e il capitano non sembra avere le giuste capacità per evitare il peggio.

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