Mutui, scudo umano in Commissione e bagarre del M5S alla Camera

Rivolta dei grillini contro il recepimento della direttiva Ue sui mutui per la casa. Scudo umano dei deputati cinque stelle, che impediscono al viceministro Morando di entrare in Commissione. Poi scoppia la bagarre in aula. Il Pd accusa Di Maio per la gestione dei lavori

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Clamorosa protesta del Movimento 5 Stelle, alla Camera, per impedire il recepimento della direttiva europea sui mutui, che prevede l'avvio della procedura di vendita della casa qualora non vengano pagate sette rate di mutuo. Durante il question time, in diretta tv, i grillini hanno innalzato striscioni con la scritta "la casa non si tocca", sventolandoli fin sotto il banco della presidenza. In quel momento a presiedere i lavori c'era Luigi Di Maio (M5S), che ha richiamato all’ordine i deputati, chiedendo ai commessi di rimuovere i cartelli. A quel punto, però, la situazione è degenerata: due deputati si sono spostati tra il banco del governo e quello della presidenza, esponendo un grande striscione. A quel punto DiMaio, dopo aver allontanato tre deputati, ha sospeso i lavori.

L'accusa del Pd a Di Maio

Il Pd accusa Di Maio di cattiva gestione dell’aula. Alla ripresa dei lavori dopo la sospensione, accusa il capogruppo Pd Ettore Rosato, non vi è stata alcuna stigmatizzazione né di quanto avvenuto in Aula nè di quanto avvenuto prima in commissione Finanze, sempre ad opera dei grillini. Rosato, inoltre, lamenta il fatto che Di Maio, collega di partito dei contestatori, abbia negato la riunione della conferenza dei capigruppo. L’accusa è che Di Maio "conduce i lavori dell’Aula da partigiano del suo partito", afferma Rosato. Mentre era in corso l’intervento di Rosato, Emanuele Fiano del Pd ha replicato alzando la voce al gesto del pentastellato Alessandro Di Battista che, con la mano gli faceva cenno di andarsene. "Se credono che questa è la sede della Casaleggio associati si sbagliano di grosso. La cosa grave è che i 5 Stelle impediscono lo svolgimento della democrazia parlamentare", ha spiegato Fiano.

Di Maio ha replicato alle accuse: "Quali sono le argomentazioni del Pd? Ho espulso tre persone, che sono miei colleghi di partito, ho richiamato altri deputati. Ho fatto quello che dovrebbe fare un presidente della Camera, quindi non capisco quali sono le argomentazioni del Pd".

Lo scudo umano dei deputati

La prima fase della protesta grillina si è avuta in commissione Finanze, al quarto piano di Montecitorio. Il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, avrebbe dovuto riferire sulla direttiva europea sui mutui e ascoltare il parere dei deputati. Ma il rappresentante del governo non è riuscito a entrare, trovandosi di fronte un muro di deputati pentastellati, armati di cartelli: "La casa non si tocca" e "Giù le mani dalle case degli italiani". A quel punto Morando si è spostato al piano aula, nella sala riservata al governo. In quello stesso momento è arrivato il sostegno di Beppe Grillo ai suoi deputati, attraverso un tweet: "#LaCasaNonSiTocca! Non glielo permetteremo! Siamo con i cittadini, non con le banche!".

La posizione del governo

Il viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, dopo un faccia a faccia con Morando e Rosato, ha annunciato le modifiche che il governo intende apportare alla direttiva, quando questa tornerà a Palazzo Chigi per il varo definitivo, dopo l’approvazione del parere delle commissioni, nel frattempo slittato alla prossima settimana. La prima cosa su cui si interverrà dovrebbe essere il termine di sette rate: verrà indicato un arco temporale dopo cui scatterà la procedura di vendita, e non un numero di rate, come invece è previsto ora.Si chiariràò inoltre (ma questo era già stato detto) che la procedura non interesserà i mutui già stipulati e, infine, ci sarà un intervento sui criteri di nomina del perito che, così come previsto dalla formulazione attuale della direttiva, non danno sufficienti garanzie di imparzialità. Sia Zanetti che il capogruppo del Pd Ettore Rosato hanno fortemente polemizzato coi grillini, accusati di avere fatto una “messinscena assurda” e di non conoscere i contenuti del provvedimento. Subito dopo è scoppiata la bagarre in aula.

L'Abi: non ci sono rischi di pignoramento

Con il decreto legislativo del governo, che recepisce la direttiva Ue sui mutui ipotecari, "non c’è il rischio di avere la casa pignorata". È quanto chiarisce il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli, a margine di un convegno alla Luiss in relazione alle norme sul pignoramento della casa in caso di mancato pagamento di 7 rate di mutuo in discussione nelle commissioni Finanze di Camera e al Senato. "È una direttiva europea, non è una richiesta dell’Abi" sottolinea Patuelli.

"Ho studiato il documento del governo che recepisce la direttiva e non riguarda fatti passati, ma eventualità, possibilità per il futuro, è una cosa lasciata alla libera contrattazione tra le famiglie e gli istituti bancari, e non riguarda il passato e i crediti deteriorati"

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