Dopo Napoli, blitz a Roma e in Calabria. Sono 1.600 gli agenti impegnati nelle azioni

Al setaccio Tor Bella Monaca, Quartieri Spagnoli e Vibo Valentia. Fermi e sequestri

Dopo Napoli, blitz a Roma e in Calabria. Sono 1.600 gli agenti impegnati nelle azioni
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Se quello a Caivano era «uno show», come ha detto la sinistra, ieri è stato tempo di repliche. Con migliaia di uomini delle forze dell'ordine dispiegate in tre diversi blitz contro le «zone franche», in Calabria, a Napoli e a Roma.

Nella punta dello Stivale è stata la Dda di Catanzaro di Nicola Gratteri a coordinare l'operazione Maestrale-Carthago condotta dal comando provinciale dell'Arma. Quasi 600 gli uomini impiegati e oltre ottanta misure cautelari. Tra gli arrestati anche il presunto assassino di Maria Chindamo, l'imprenditrice 42enne di Limbaldi, nel Vibonese, sparita nel nulla a maggio 2016: sarebbe stata uccisa, fatta a pezzi e data in pasto ai maiali. Per il ministro dell'interno Matteo Piantedosi, l'operazione calabrese «è la testimonianza più efficace dell'impegno straordinario dei nostri organismi investigativi per contrastare le reti criminali che, attraverso i traffici illeciti ed estorsioni, cercano di imporre la loro presenza sui territori, infiltrandone il tessuto sociale ed economico». Il disegno è quello del dopo-Caivano, del pugno duro con la criminalità per rivendicare aree troppo a lungo considerate fuori dal controllo dello Stato. E infatti ancora Piantedosi sottolinea che, «con il pieno sostegno del governo, magistratura e forze di polizia continuano a mettere a segno importanti risultati per affermare la legalità e contrastare le organizzazioni criminali su tutto il territorio nazionale».

E appunto, ieri anche i Quartieri Spagnoli di Napoli e Tor Bella Monaca a Roma sono stati teatro di altri due blitz contro malavita e criminalità organizzata, con l'impiego di un migliaio di uomini tra carabinieri, finanzieri e poliziotti, elicotteri e droni. Nel mirino due zone ad alta densità criminale alla ricerca soprattutto di armi e droga, ma con un occhio anche alle occupazioni abusive di alloggi. A Roma sono stati passati al setaccio nell'operazione interforze che ha mobilitato 600 persone un'ottantina di appartamenti in via dell'Archeologia, nella piazza di spaccio detta «ferro di cavallo», a pochi giorni dal tentato investimento del prete antimafia don Antonio Coluccia che aveva poi raccontato la realtà difficile del quartiere alla premier Giorgia Meloni. A Napoli, 300 uomini hanno setacciato la zona di Montecalvario per un bilancio che racconta di 3 arresti, sei denunce e il sequestro di armi, Rolex e orologi di pregio e circa 110mila euro km contanti.

Plaude ai blitz Maurizio Gasparri, secondo il quale la «esemplare operazione delle forze di polizia in varie periferie italiane, in particolare l'azione di Tor Bella Monaca, rappresenta un ulteriore segnale di presenza dello Stato». «Legge ed ordine - insiste il senatore azzurro - devono prevalere, e soprattutto bisogna combattere lo spaccio della droga smantellando le cosche».

Anche il senatore campano Gianluca Cantalamessa, responsabile del dipartimento Antimafia del Carroccio e capogruppo in commissione Antimafia, sottolinea come i blitz di oggi rappresentino «un altro esempio di cambio di passo di questo governo grazie al ministro Piantedosi», mentre il capogruppo Fdi a Palazzo Madama Lucio Malan risponde, a proposito delle operazioni interforze di ieri, alle polemiche seguite al blitz di Caivano: «Il governo Meloni fa sul serio. Altro che passerelle: quelle le abbiamo viste in passato!».

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