Ora Casaleggio scarica i peones querelati: pagatevi i legali, soldi solo per Crimi e Grillo

Il capo dell'associazione cerca lo scontro con i big. Nuovi guai per Conte

Ora Casaleggio scarica i peones querelati: pagatevi i legali, soldi solo per Crimi e Grillo

Sfumata la mediazione, siamo già alla guerra del cavillo. Prima di misurarsi come leader politico, Giuseppe Conte dovrà fare sfoggio delle sue abilità di avvocato. In questo terreno si sta muovendo il leader grillino in pectore nelle ultime ore. Con l'obiettivo di disinnescare le armi in pugno a Davide Casaleggio in un ipotetico scontro legale. Scenario finale che ormai viene dato per acquisito da un paio di settimane. Proprio ieri si viene a scoprire di una delle prime ritorsioni del figlio del cofondatore ai danni degli eletti del M5s. Un modo come un altro per far pesare la sua influenza. E, aspetto non secondario, provare a mettere zizzania tra big e soldati semplici. Appartengono all'ultima categoria i consiglieri regionali che alcuni mesi fa hanno chiesto a Rousseau di provvedere alla loro assistenza legale. Servizio che era assicurato a iscritti ed eletti attraverso la funzione «Scudo della Rete», sforbiciata da Casaleggio dopo i mancati versamenti mensili dei parlamentari. La vicenda viene ricostruita dall'agenzia Adnkronos. Secondo cui i consiglieri finiti nei guai legali si sarebbero sentiti rispondere no dall'Associazione Rousseau. Ecco il racconto sul niet del guru alla richiesta di tutela legale: «I vertici di Rousseau hanno ribattuto che le risorse a disposizione servivano per pagare le spese legali del capo politico e del garante Beppe Grillo e che i consiglieri avrebbero dovuto prendersela con i parlamentari morosi». Dall'entourage di Rousseau filtra determinazione in vista di una possibile battaglia legale. Stefano Patuanelli, ministro dell'Agricoltura, considera l'ipotesi di finire a carte bollate: «Se si continua a parlare di arretrati è difficile un'alternativa», commenta. La tesi del M5s è che non c'è un contratto tra i parlamentari e Rousseau. Quindi Casaleggio non può pretendere di rivalersi per i mancati versamenti mensili.

Intanto è forte il pressing per eliminare il tetto dei due mandati. Mentre i capicorrente spingono per accelerare le pratiche del divorzio dal guru. «Conte sta capendo che il sostegno che ha ricevuto nel Movimento non è gratis», sintetizza una fonte parlamentare stellata. Dall'altro lato della barricata affilano le armi. Nell'entourage di Rousseau sono sicuri di potersela giocare in tribunale. Effettivamente non sarà facile per l'avvocato Conte sbrogliare la matassa. Lo stallo potrebbe essere sbloccato con facilità solo sul simbolo. La soluzione per evitare uno scippo del logo da parte di Casaleggio sarà quella di inserire una nuova scritta al posto della dicitura «Ilblogdellestelle.it» che appare adesso. Probabile un richiamo allo slogan sull'Italia del 2050. Sul resto è buio pesto.

Il M5s infatti non può ricorrere al voto su Conte su un'altra piattaforma senza prima votare online per modificare lo Statuto, dove è indicato Rousseau come strumento di democrazia diretta e responsabile del controllo sulle votazioni.

Allo stesso tempo, non essendoci un contratto, il M5s non può obbligare l'associazione di Casaleggio a indire qualsivoglia consultazione, men che meno per cambiare la piattaforma. Un cul-de-sac da cui Conte può tirarsi fuori solo creando da zero una nuova associazione del M5s. Senza però pretendere di avere i dati degli attuali iscritti.

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