Renzi su Boldrini e Landini: fanno i leader della sinistra

Il premier bacchetta il presidente della Camera e il leader Fiom. E sull'elicottero: "Motivi di sicurezza, lo rifarei"

Renzi su Boldrini e Landini: fanno i leader della sinistra

Prosegue il duello a distanza tra Matteo Renzi e Laura Boldrini. Qualche giorno fa aveva denunciato che il capo del governo ha ignorato le opposizioni. E lei aveva fatto sapere che "l’idea di avere un uomo solo al potere, contro tutti e in barba a tutto a me non piace, non mi piace". Il Pd aveva fatto quadrato intorno a Renzi, criticando la Boldrini. Ora è Renzi stesso a togliersi il sassolino dalle scarpe: "Non mi spiego certe posizioni che ha preso negli ultimi giorni - dice in un'intervista a L'Espresso -, uscendo anche dal suo perimetro di intervento istituzionale con valutazioni di merito se fare o no un decreto che non spettano al presidente di un ramo del parlamento". A stretto giro di posta arriva la risposta di Sel, partito nelle cui liste è stata eletta la presidente della Camera: "Il perimetro istituzionale di Laura Boldrini - dice Arturo Scotto, capogruppo di Sel a Montecitorio - sta nella difesa dell'autonomia del parlamento. Renzi pensa che le Camere siano una dependance di Palazzo Chigi. Prima o poi comprenderà appieno l'errore che sta compiendo".

Ma torniamo all'intervista di Renzi. Nel rispondere alla domanda se veda un'alternativa a sinistra, il premier è categorico: "A sinistra c’è già. Vedo che ci pensa Maurizio Landini. Non capirei certe contestazioni che ho ricevuto in alcune fabbriche da parte della Fiom se non in base a un disegno politico. Oppure Laura Boldrini. A sinistra qualcuno ci sarà, facciano loro. Del resto, se sposiamo la logica del pas d’ennemis à gauche (il vecchio slogan di René Renoult, del Fronte popolare francese, ndr) perdiamo le elezioni e non governiamo. Ricorda l’Unione?". Renzi è convinto della bontà del proprio percorso. Ostenta la propria sicurezza. E non si muove di un millimetro.

Dopo le aspre polemiche per l'elicottero preso per spostarsi da Roma a Firenze, il presidente del Consiglio torna sull'argomento:"Certo, ho preso l’elicottero e continuerò a prenderlo. Tutte le volte che sarà necessario". A chi gli fa notare che la sua immagine in questo modo rischia di scostarsi molto da quella del sindaco che prendeva il treno da solo, si spostava in bici per la città e tuonava contro la Casta, Renzi risponde allargando metaforicamente le braccia:"Volevo far vedere che un politico, un sindaco, fa una vita normale. Mi muovevo in bici, andavo a correre, non avevo scorta. Ovvio che facessi Roma-Firenze in treno e con il trolley. Adesso non sono più un cittadino normale. Quando vado a dormire ho un poliziotto che mi accompagna, mi controlla e mi chiude dentro. Quando sono in albergo c’è un agente che mi piantona fuori, se vado in libreria ho persone che mi scortano" . E prosegue: "Un conto è la Casta, migliaia di persone che usufruiscono di benefit che non dovrebbero avere, un altro sono i protocolli di sicurezza di una persona che fa pro tempore il capo del governo del sesto paese industriale del mondo e non può farne a meno, sempre pro tempore".

Poi ricorda che quando è arrivato a Palazzo Chigi non aveva la scorta. E annuncia che il giorno in cui avrà finito dirà: "Ora non voglio più nessuno, grazie del vostro servizio, arrivederci, lasciatemi solo. Ma finché faccio il premier - ha detto ancora - la sicurezza delle istituzioni viene prima della demagogia".

Capitolo primarie. "Io correrò contro chi vuole presentarsi", dice Renzi preannunciando la prossima sfida per la leadership del suo partito. Le primarie, anche da premier uscente, sono "un punto fermo. Il candidato premier va scelto con le primarie. Serve una fortissima investitura popolare. E il candidato premier è anche il segretario del partito: i due incarichi coincidono. Se perde, fa il capo dell’opposizione". E sul fronte interno, il leader del Pd si sofferma su Bersani: "Lo rispetto, ma non abbiamo mai trovato un canone di feeeling personale". Anche se ammette che "i suoi suggerimenti su tante questioni sono preziosi".

Sulla riforma della Rai il premier osserva che "non sarà un decreto" a cambiarne la governance. "Faremo un provvedimento per consentire al capo dell’azienda di non dover più sottostare a procedure burocratiche chilometriche o avere l’incubo della Corte dei conti. E mi piacerebbe che ogni rete avesse la sua identità". E prosegue: "Non voglio più andare in giro per il mondo con cinque microfoni della Rai a intervistarmi. Ne basta uno".

Renzi parla anche di Silvio Berlusconi. Fa sapere che tratterà ancora con lui: "Berlusconi è il capo del principale partito dell’opposizione, dato che Grillo si tiene fuori da tutto, si marginalizza da solo. Ma sono rimasto molto scottato dall’atteggiamento di Berlusconi sull’elezione di Mattarella. Io sono stato serio con lui. E leale con il Patto del Nazareno che non conteneva la presidenza della Repubblica.

Nessuno di noi ha mai detto che il Nazareno riguardasse il Quirinale. Poi c’è una letteratura per cui questo accordo comprendeva qualunque cosa, anche la campagna acquisti del Milan. Io ho mantenuto il patto, Berlusconi no. Penso perché costretto da Brunetta...".

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