Se anche Salò vuol togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini

Salò, cittadina vicino a Brescia che ha dato il nome all'omonima Repubblica fondata nel 1943 dopo la caduta del fascismo, potrebbe revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. A chiederlo una mozione che sarà discussa l'8 aprile

Se anche Salò vuol togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini

"Il Comune revochi la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini". Da qualche giorno a Salò (Brescia), cittadina di 10 mila abitanti famosa per avere dato il nome alla Repubblica Sociale Italiana fondata nel 1943 dopo la caduta del fascismo - non si parla d'altro. Colpa di Stefano Zane, consigliere comunale di opposizione della lista civica "Scelgo Salò" il quale ha depositato una mozione per ritirare il titolo onorifico che il Comune della Bresciana aveva concesso al Duce nel 1924, quasi 20 anni prima dell'inizio dell'esperienza della Rsi. Qui di seguito il testo integrale della mozione che sarà discussa il prossimo 8 aprile:

"Venuti a conoscenza da un articolo di stampa che nel 1924 è stata concessa la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e che tale concessione, mai revocata, rappresenta a livello storico e politico un grande significato simbolico, e tenuto conto in particolare degli eventi che portarono la Città di Salò a rappresentare simbolicamente uno dei momenti più bui della nostra storia, con la presente mozione si chiede che il Consiglio Comunale nella seduta del prossimo 8 aprile 2019 revochi tale cittadinanza onoraria".

In caso di voto positivo alla mozione, Salò andrebbe ad aggiungersi alla lista delle città italiane che hanno deciso di revocare la cittadinanza onoraria al Duce. L'ultima è stata Bergamo, ma risalendo indietro nel tempo è stata presa una decisione analoga a Mantova, Volterra, Certaldo, Livorno, Colorno e Pisa.

Salò, storicamente identificata come la capitale della Repubblica Sociale, in realtà nel biennio 1943-1945 ospitò soltanto due Ministeri (Esteri e Cultura Popolare), mentre tutti gli altri erano sparsi tra Brescia, Bergamo, Venezia e Verona. Salò era stata scelta dal capo del fascismo per la sua posizione strategica.

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