Zingaretti choc contro la Lega: "L'Italia sarebbe un Paese morto..."

L'attacco del segretario dem: "Se avesse vinto Salvini durante il tempo del Covid, oggi l'Italia sarebbe un Paese morto". Il leghista: "Vergognati"

Zingaretti choc contro la Lega: "L'Italia sarebbe un Paese morto..."

Da Legnano, durante una delle tante iniziative elettorali, che in questi giorni toccano quei Comuni che domenica prossima saranno chiamati al ballottaggio, Nicola Zingaretti ha sferrato un attacco pesantissimo a Matteo Salvini. "Se avesse vinto il nazionalismo leghista di Salvini durante il tempo del Covid - ha detto il segretario piddì - oggi l'Italia sarebbe un Paese morto". Parole di una violenza inaudita pronunciate in una regione, la Lombardia, che più di tutte le altre ha pianto le vittime dell'epidemia da coronavirus. "Che pena, che squallore con 35mila morti, che schifo...", ha replicato con amarezza il leader del Carroccio davanti alla violenza verbale del segretario dem.

Pur accusando la destra in generale di usare "slogan, odio e rigurgiti neofascisti", Zingaretti è il primo a servirsi di parole cariche d'odio per attaccare gli avversari. Già a fine agosto, alla Festa dell'Unità al Parco Nord di Bologna, aveva insultato pensantemente sia Salvini sia Giorgia Meloni. "Se oggi su 750 miliardi di Recovery Fund oltre 200 arriveranno a noi è perché ci siamo impegnati nella trattativa", si era vantato prima di sferrare l'attacco: "Se avessimo avuto al governo Salvini e Meloni, che ogni giorno attaccano l’Europa e che sul virus hanno gli atteggiamenti negazionisti dei loro amici Bolsonaro e Orban, dove saremmo oggi? Con le fosse comuni sulle spiagge?". A parte i diretti interessati nessuno aveva chiesto conto al segretario piddino di quelle parole fuori luogo che non solo calpestavano gli sforzi fatti dalle regioni del Nord Italia, tutte guidate dal centrodestra, ma che non mostravano nemmeno un minimo di sensibilità per le migliaia di morti che ci sono state proprio in quelle terre. Quel che più rammarica è che non si trattò di uno scivolone, di un incidente di percorso. Questa sera se ne è, infatti, uscito con affermazioni altrettanto gravi. "Se avesse vinto il nazionalismo leghista di Salvini durante il tempo del Covid - ha tuonato da Legnano - oggi l'Italia sarebbe un Paese morto, senza speranza, isolato in Europa".

E dire che il negazionismo di Zingaretti e di altri dem se lo ricordano ancora molti in Lombardia. Lui che se ne andava in giro a fare gli aperitivi a base di Spritz, brindando allo slogan "Milano non si ferma" coniato dal sindaco Beppe Sala contro le restrizioni decise proprio per evitare la diffusione del virus. Lui che per colpa di quei brindisi era finito a letto contagiato. Proprio di quei giorni è tornato a parlare anche questa sera, prima di incontrare il primo cittadino di Milano a Legnano. "L'ultima volta che sono venuto in Lombardia, a Milano, ve la ricordate, con tutte le polemiche su quel famoso aperitivo... ma anche su questo bisogna sgomberare il campo dalle tante bugie che sono state dette". E ha raccontato la sua versione dei fatti: "Quel giorno ero venuto per portare solidarietà a una città ferita, rispettando le regole che la Regione Lombardia dava in quel periodo. Perchè io non mi permetterei mai di violare le regole o di suggerire a qualcuno di violarle come ha fatto qualche altro esponente politico". Di quella serata rimane ancora oggi un post su Facebook: si vede il segretario mentre brinda sorridente. "Non perdiamo le nostre abitudini - si legge nel post che accompagna lo scatto - non possiamo fermare Milano e l’Italia".

Aperitivo Zingaretti

Aldilà di come sia andata quella serata, nessuno degli "odiatori" di destra, in quell'occasione, lo aveva attaccato rinfacciandogli il suo "negazionismo". Anzi. Gli erano stati tutti (giustamente) vicini augurandogli una pronta guarigione.

Oggi Zingaretti non si è dimostrato altrettanto corretto e le sue parole hanno scatenato l'ira di Salvini che, a Stasera Italia su Rete 4, ha replicato ricordandogli che non può andare a fare un comizio del genere "in una terra che ha sofferto, che ha pagato, con medici, con mamme e papà che non hanno rivisto i nonni e i figli, che si sono rimboccati le maniche, che è ripartita e che chiede solo di essere lasciata tranquilla".

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