Il ritorno di Berlusconi in tv: "Bandiera rossa non trionferà"

Il premier rompe il silenzio e rilancia il proprio impegno in vista dei ballottaggi: "Sono in campo ogni giorno come cittadino e leader del Pdl". E' convinto che la sinistra non trionferà a Milano: "Tanti milanesi come me sono rimasti turbati dalle bandiere rosse dei centri sociali che hanno festeggiato il risultato del primo turno". Poi avverte i napoletani: "De Magistris è una copertura del vecchio sistema di potere e clientele"

Il ritorno di Berlusconi in tv:  
"Bandiera rossa non trionferà"

Milano - Bandiera rossa non trionferà. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rompe il silenzio e rilancia il proprio impegno in vista dei ballottaggi a Milano e a Napoli: "Non consegneremo Milano agli estremisti". Con toni pacati e moderati, il Cavaliere ha ricordato l'importanza di confermare la fiducia al centrodestra per non consegnare il Paese agli estremisti rossi: "Sono in campo ogni giorno come cittadino di Milano e leader del Pdl, i miei concittadini milanesi vogliono una città abbastanza diversa da quella che preconizza la sinistra estrema che sembrerebbe voler fare diventare Milano la Stalingrado d’Italia".

La posta in gioco è davvero alta. E il premier si spende in prima persona. Non vuole che il lavoro fatto fino ad oggi a Milano sia spazzato via dalla sinistra né che il sistema di potere che ha regnato per anni a Napoli venga portato avanti dall'Idv Luigi De Magistris, che proprio oggi ha stretto un'alleanza con il Partito democratico. "Il dato di Milano ci dice che i milanesi non hanno premiato né il Pd né il Terzo Polo - spiega lo stesso Berlusconi - il risultato vero è che il Pdl resta il primo partito in Italia e che alleanza Pdl-Lega e l’unica in grado di esprimere governo stabile e credibile". D'altra parte, è il ragionamento del Cavaliere, risulta "paradossale che il Pd canti vittoria quando invece ha perso il 5% rispetto alle precedenti elezioni comunali".

Secondo il Cavaliere, infatti, "a sinistra predominano gli estremisti e dunque non c’è nessuna possibilità che esista una maggioranza alternativa alla nostra". "Forse - ammette Berlusconi - non siamo riusciti a spiegare bene che la sinistra va dai centri sociali al partito delle manette, dai radicali ai cattocomunisti e quindi non sono in grado di governare Milano e si dissolveranno al primo inconveniente". Berlusconi non nasconde di essere convinto che "tanti milanesi come me sono rimasti turbati dalle bandiere rosse dei centri sociali che hanno festeggiato il risultato del primo turno a Milano". Pdl e Lega Nord stanno lavorando per questo: per vincere. E Berlusconi è convinto che, nostante i sette punti percentuali di differenza, il centrodestra può ancora farcela e ribaltare il risultato. E' importante che tutti i moderati vadano a votare.

"Sono convinto che i milanesi non vogliono che Milano vada in mano agli estremisti della sinistra". Da milanese il premier parla ai suoi concittadini: "Sono persone concrete, sapranno scegliere fra quello che ha fatto e che garantisce di fare la giunta Moratti e il rischioso programma della sinistra". Berlusconi ricorda che "la giunta Moratti sta portando avanti un piano per 30mila nuovi alloggi a condizioni di favore per i ceti più deboli e realizzerà 3 milioni di metri quadrati di verde in più senza costi per la collettività". Un piano che verrebbe cancellato se vincesse la sinistra. "L’expò è un’opportunità di lavoro per decine di migliaia di persone e grazie all’expo stanno già avanzando due nuove linee della metropolitana - puntualizza il premier - eppure all’interno della sinistra ci sono i comitati del 'no' all’Expo e quindi che fine farebbe con loro questa grande occasione per Milano?".

E il programma di Pisapia? Berlusconi non ha dubbi: "Spiegheremo ai milanesi il programma di un sindaco sostenuto dalla sinistra estrema e integralista, un programma incompatibile non solo con l’Expo 2015 ma dannoso per famiglie ed imprese perchè prevede più tasse, un grande centro islamico, il voto amministrativo agli immigrati, il blocco degli sgomberi dei rom e il riconoscimento agli zingari della possibilità di autocostruzione".

Stessa preoccupazione per il capoluogo partenopeo. Il premier lancia un chiaro avvertimento ai napoletano smascherando le intenzioni di De Magistris: "E' una semplice copertura del vecchio sistema di potere e di clientele che ha governato per 18 anni". "A Napoli il Pdl ha avuto un buon risultato e Lettieri - afferma il presidente del Consiglio - è un imprenditore che può favorire la soluzione a problemi come quello dei rifiuti e per far tornare Napoli ad essere una capitale europea". Tuttavia, a Napoli il centrodestra è in vantaggio: "La sinistra estrema ha portato alla ribalta un magistrato d’assalto, uno dei tanti magistrati giustizialisti entrati in politica con la sinistra".

Per quanto riguarda il governo, Berlusconi conferma la tenuta della maggioranza e, anziché badare alle continue critiche dell'opposizione, preferisce guardare avanti e puntare sulle riforme ancora da attuare: "Il vero risultato politico è che non ci sono alternative alla nostra maggioranza e al nostro governo governo, che rimane forte e con una maggioranza più coesa di prima; un governo che può andare avanti a governare e a fare le riforme che prima non potevamo fare" a causa della presenza di alcune componenti che lo impedivano, mentre "adesso, invece, siamo in grado di è in grado di portare lavorare per la riforma del fisco e per la riforma della giustizia, riforme indispensabili per la modernizzazione del nostro Paese".

E l'opposizione? Per Berlusconi, "nnon ha alcun motivo per esultare ma piuttosto per ridere. Il Pd ha perso voti ovunque, l’Udc quando si è alleata con la sinistra ha dimezzato i voti, hanno guadagnato gli estremisti da Vendola a Grillo".

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