Roma, presa la quarta belva che ha stuprato Desirée Mariottini

Dopo i due senegalesi e il nigeriano, in manette anche il quarto responsabile della morte della 16enne a San Lorenzo

Roma, presa la quarta belva che ha stuprato Desirée Mariottini

È stato arrestato un altro uomo, la quarta belva che ha drogato, stuprato e lasciato morire ad appena Desirée Mariottini. Si tratta di un gambiano di nome Yusif Salia che era fuggito a Foggia.

Secondo la polizia - che lo ha rintracciato e fermato nel ghetto dei migranti sorto accanto al Cara di Borgo Mezzanone - c'era anche lui nello stabile abbandonato di via dei Lucani 22, nel quartiere romano di San Lorenzo, dove il 18 ottobre la 16enne è stata violentata per ore mentre era in stato di incoscienza a causa del mix letale di droga che i pusher africani le avevano somministrato.

Anche lui era titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato dalla questura di Napoli il 15 dicembre 2012, ma scaduto l'11 gennaio 2014. Il 27 marzo scorso era stato accompagnato dal personale del Commissariato di San Lorenzo all'ufficio immigrazione della questura di Roma per l'identificazione e invitato a presentarsi in questura a Napoli, ufficio immigrazione, per regolarizzare la posizione.

"Catturato a Foggia il quarto verme che avrebbe stuprato e portato alla morte Desirée", ha annunciato Matteo Salvini sulle sue pagine social, "Si tratta (guarda caso) di un immigrato clandestino. Per lui, come per gli altri tre, carcere duro e a casa!!! Ringrazio la procura e le forze dell'ordine per la rapidità e l'efficacia".

Secondo il Messaggero, gli agenti lo avevano individuato già nei giorni scorsi vicino a Foggia, ma lui si era "camuffato" per far perdere le sue tracce. Ora è in carcere nel capoluogo pugliese e con sé aveva 10 chili di droga.

Intanto domani mattina il gip Maria Paola Tommaselli interrogherà i senegalesi Mamadou Gara e Brian Minteh e il nigeriano

Alinno Chima, tutti in Italia con il permesso di soggiorno scaduto. Se il fermo verrà convalidato, i tre dovranno rispondere di concorso nei reati di omicidio volontario, violenza sessuale e cessione di stupefacenti.

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