Sequestrato lo scarico di un’azienda

Sequestrato lo scarico di un’azienda

Igor Traboni

Svolta vicina nelle indagini sull’avvelenamento del torrente Rio Mola Santa Maria, nelle campagne di Anagni, e sulla morte di 25 mucche nella giornata di giovedì scorso, mentre altre quattro bestie sono morte a 24 ore di distanza, nel vicino paese di Paliano.
Nelle prime ore del pomeriggio di ieri, infatti, i Carabinieri della Compagnia di Anagni, assieme ai colleghi del Nucleo operativo ecologico e del Comando Provinciale di Frosinone, hanno sottoposto a sequestro preventivo lo scarico industriale della Siem, azienda a poche centinaia di metri dalla zona del torrente e che produce i supporti per la fabbricazione dei centesimi di euro, per conto della Zecca dello Stato, un tipo di lavorazione che prevede per l’appunto l’utilizzo di particolari sostanze chimiche, comprese i cianuri. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Frosinone, Parisi, su proposta dei Sostituti Procuratori Tomassini e Galanti, sulla scorta delle indagini e dei sopralluoghi svolti dai Carabinieri, assieme agli esiti delle analisi sul materiale presso la Siem. Da queste analisi, in particolare, è emerso che nelle vasche di decantazione e nei pozzetti dell’impianto di scarico, c’era una presenza cospicua di cianuri e metalli pesanti, ben oltre i limiti consentiti dalla legge. Le indagini comunque proseguono, per stabilire se proprio questo scarico è la causa dello straordinario inquinamento ambientale del fiumiciattolo che, oltre a causare la morte delle mucche, ha fulminato anche alcuni cani e volatili.
Il disastro ambientale ha messo in ginocchio l’economia della zona della valle del Sacco, a cavallo tra le province di Frosinone e Roma, basato sull’allevamento. L’Eurolat, concessionaria del marchio Solac, ha infatti deciso di sospendere in via cautelare la raccolta del latte dai piccoli proprietari di mucche in una zona vastissima della Ciociaria, da Colleferro fino a Ceprano. Si tratta di aziende per lo più a conduzione familiare, la cui unica fonte di sostentamento è data proprio dalle vacche d’allevamento. E non si spengono neanche le polemiche sulla mancanza di interventi, con la Regione sul banco degli imputati. A rincarare la dose è il consigliere regionale di An Franco Fiorito, fino all’altro ieri sindaco proprio della città di Anagni: «Oltre al disastro ambientale - tuona Fiorito - si profila anche un disastro economico a causa dello sfrenato allarmismo degli assessori regionali, ma la Giunta resta attonita a guardare.

L’assessore Bonelli e compagnia sono solo capaci di dichiarazioni fantascientifiche, come quella che auspica la chiusura delle industrie per tornare all’agricoltura. Noi crediamo che sia necessario procedere a un controllo più severo dei flussi inquinatori, attivando subito il depuratore industriale, fermo da 20 anni».

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