Se conoscete qualcuno che vi propone diete improbabili e gli date retta, se conoscete qualcuno che demonizza o esalta le proprietà di questo o quest’altro cibo e gli date, o se questo qualcuno siete voi, significa che non seguite "La somma e il totale", l’account di Gabriele Bernardini su Instagram.
Che non solo vi sfata tanti miti alimentari di moda, ma si scaglia contro influencer o sedicenti nutrizionisti che vogliono vendervi detox che intossicano solo il vostro portafogli, o dietologi che propagandano informazioni false e tisane solo per avere un seguito. Ma perché Bernardini ha sempre ragione? Perché è un biologo che si occupa di nutrizione e segue le linee guida e le evidenze scientifiche, non si inventa niente e soprattutto non vuole vendervi niente se non i suoi consigli scientifici gratis, per combattere la disinformazione.
Ecco alcuni esempi di luoghi comuni che potete approfondire nei post de La somma e il totale e non cadere nella rete dei cialtroni.
1) La famosa dieta chetogenica. «Non se ne dovrebbe neanche parlare. Non è educativa, non insegna a mangiare, nasce come una terapia per alcune condizioni neurologiche, può essere applicata a pazienti e persone molto a rischio per la propria salute per loro condizioni psicologiche ma con attenzione e oculatezza e sotto sorveglianza medica. Tutto il resto è moda, moda pericolosa».
2) Sono tutti fissati con i nutrienti, mentre ne abbiamo fin troppi. «Mi pare che qui da noi nessuno muoia o si ammali per carenze alimentari. Qui si muore per gli eccessi!» C’è chi lava l’insalata in busta per non perdere i nutrienti. «È un errore lavare le insalate in busta. I cosìdetti prodotti della quarta gamma sono pronti da mangiare. L’acqua è già stata usata e lavandoli si spreca ulteriore acqua inutilmente. Non date ascolto ai terroristi».
3) A proposito dei terroristi, ci sono quelli low-carb: quasi tutti coloro che vogliono perdere peso tendono a ridurli. Pane e pasta non vanno eliminati in nessuna dieta equilibrata e varia (che è la dieta mediterranea). Il punto come sempre è la somma e il totale, le porzioni, e le calorie introdotte rispetto a quelle consumate dal proprio corpo.
4) Ah, i multivitaminici. Voi non li prendete? Sì? Andatevi a leggere il post e lo studio su La somma e il totale, perché non solo non è provato che facciano bene, ma potrebbero anche fare male. «Assumere multivitaminici non aiuta a vivere più a lungo e, in alcuni casi, potrebbe essere associato a un leggero aumento del rischio di mortalità». Anche perché, come sa bene chi segue La somma e il totale, le vitamine le prendiamo a sufficienza con una corretta alimentazione.
5) I probiotici! Cercano di venderveli in tutte le salse (più che altro in tutti gli yogurt) mentre «se tu mangi bene, se ci sono le giuste fibre (cioè i prebiotici, il cibo per i probiotici) e i giusti alimenti nella dieta, se non hai problemi intestinali, il tuo microbiota è a posto così, a che serve prendere i probiotici?». L’EFSA anzi sostiene che incrementare il numero di un qualsiasi gruppo di batteri come aumentare la microflora benefica non abbiano in sé effetti benefici sulla salute.
6) Come sappiamo ogni dieta dimagrante, oltre alla corretta alimentazione, include sempre l’attività fisica (e in ogni caso la sedentarietà non fa bene). Punto scoraggiante di chi, come me, detesta palestre e allenamenti. «Attività fisica in chi non ha voglia di fare attività fisica? Che ci sia una scappatoia? La VILPA». Cos’è la VILPA? «È l’acronimo di “attività fisica intermittente vigorosa legata allo stile di vita”». Si riferisce a brevi e sporadici periodi di attività fisica. Si fa attività fisica senza accorgersene troppo. Se volete vilpare anche voi seguite le istruzioni de La somma e il totale.
7) La fissazione per la glicemia. «La glicemia è strettamente regolata, nelle persone sane, a prescindere da quello che mangiamo. Non c’è scritto da nessuna parte che avere una glicemia dopo un pasto di 122 o 137 (numeri a caso) cambi qualcosa per la nostra salute. La normalità dopo un pasto è <140mg/dl. Punto».
8) Gli additivi. Tutti a controllare gli additivi. «Puoi aver paura degli additivi, ma allo stato attuale delle conoscenze sappi che una dieta BASATA su alimenti UP (cioè in cui questi alimenti siano una fetta consistente delle calorie) è infiammatoria soprattutto perché apporta tante calorie, grassi saturi, sale, zuccheri e poca fibra e micronutrienti». Sugli additivi, invece, non c’è nessuna evidenza.
9) C’è caduto anche il New York Times, con un articolo in cui sostiene che gli alimenti ultraprocessati sono realizzati con metodi e ingredienti che non troveresti in una cucina casalinga. «Un gelato è un gelato e un succo è un succo anche se li fai in casa. Non sono gli additivi il problema degli alimenti UP, sono le calorie, le appetibilità, la bassa masticazione, la gratificazione, i grassi, il sale...».
10) Dulcis in fundo, ma giusto perché volevo fare dieci punti, su La somma e il totale potete passarci una vita a leggere l’opera di informazione scientifica di Bernardini, ma appunto dulcis in fondo, la criminalizzazione delle merendine confezionate, e il mito della torta della
nonna che è più sana. Non è così, tant’è che nella torta della nonna non avete la tabella nutrizionale, e gli ingredienti sono gli stessi. La torta della nonna ingrassa di più. Anche se è fatta in casa. Le nonne ti uccidono.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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