Lazio, il battesimo dell'idolo Cholo al ritorno nell'Europa che conta

Sarri suona la sveglia: "Meno morbidi in difesa, più presenti in attacco"

Lazio, il battesimo dell'idolo Cholo al ritorno nell'Europa che conta
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Roma - Alla sua quarta esperienza in Champions League (dopo le due con il Napoli e una con la Juve) Maurizio Sarri sa bene a cosa la sua Lazio va incontro: «Partite sempre complicate, le squadre sono solitamente di livello qualitativo e fisico molto alto, poi negli anni si è allargato il divario tra le 7-8 grandi e le altre». E il ritorno dei biancocelesti nella competizione europea più prestigiosa dopo tre anni, quando in piena pandemia si giocava a porte chiuse e la Lazio riuscì ad arrivare agli ottavi dove trovò l'ostacolo Bayern, viene «battezzato» da un ex rimasto idolo della piazza. Il Cholo Simeone ne ha fatta di strada dai tempi in cui Mancini lo consigliò a Eriksson e lo inserì nel gruppo che poi vinse lo scudetto del 2000: «Per me sarà un ritorno a Roma da pelle d'oca, grazie per tutto l'affetto che ricevo quando vengo nella Capitale. Sarri? Il suo gioco mi è sempre piaciuto, è una squadra che sa quello che vuole».

Anche il tecnico laziale è un grande estimatore del collega dell'Atletico Madrid («ma il nostro modo di giocare è diverso», precisa) e sa bene le trappole che presenta la sfida di stasera. Le Aquile la vivranno in casa con 50mila tifosi pronti a sostenerla, ma dovranno mostrare un volto diverso da quello appannato (tranne il brillante viaggio di Napoli) dell'inizio di stagione. «Mi aspetto che la squadra si tolga i difetti delle prime partite - così Sarri -: l'approccio alla gara, l'essere morbidi nella nostra area e un po' assenti in quella avversaria».

Gli spagnoli fanno meno paura di un tempo, nonostante la coppia Griezmann-Morata davanti. Servirà una Lazio più sarriana che mai per partire con il piede giusto in un girone che vede anche Feyenoord e Celtic.

«Credo che abbiamo la rosa più completa da quando sono alla Lazio - ha detto Luis Alberto, il migliore finora in stagione e definito da Morata "uno dei giocatori più sottovalutati degli ultimi 25 anni in Spagna" -. Dobbiamo evitare di prendere gol da dilettanti. Io leader dopo la partenza di Milinkovic? Il nostro leader è capitan Immobile, che prima o poi tornerà a segnare. magari già con l'Atletico...».

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