"Rido sempre, ma è stata dura..."

Pressione: la Honda non aveva mai vinto il titolo in casa

"Rido sempre, ma è stata dura..."

«Posso migliorare ancora. Ho fatto qualche errore di troppo». Marc Marquez festeggia così il suo secondo mondiale nella classe regina. Toglie la speranza alla concorrenza, il perfezionista che spiega la scenetta nel giro d'onore: «Mi piacciono i samurai, la loro filosofia, sono precisi, io un po' meno ma posso imparare». E subito avvisa: «Voglio vincere le ultime tre gare», perché nel mirino c'è il record di punti di Lorenzo 383, lui è a quota 312. Disarmante come il suo sorriso: «È stata la vittoria più difficile. Nel 2013 ero un debuttante e potevo sbagliare, quest'anno la pressione era tutta su di me e anche se sono sempre sorridente... Vincerle tutte? Prima o poi in 18 gare è normale che qualcosa vada storto». A caricare l'attesa ci ha pensato il grande capo della Honda: «Mi ha detto che sarebbe venuto solo per vedermi vincere». Scontato solo nelle dediche: «Non ce l'avrei mai fatta senza l'aiuto della mia famiglia». L'orgoglio lo nasconde nelle pieghe della festa: «Sono davvero felice, è il momento di festeggiare a casa della Honda: non è un risultato che si può ottenere sempre...». Anzi è la prima volta e poi dilaga: «Due anni in MotoGp e due titoli: è incredibile. Oggi (ieri, ndr) mi sentivo un po' strano. Non ero il Marquez di sempre. Pensavo ad evitare errori, non mi importava niente di Lorenzo». Ma non basta: «So solo che voglio vincere sempre di più». Senza pensare al record di Valentino Rossi: «I numeri non mi interessano, il mio sogno l'ho realizzato».

E il dottore applaude: «Mi ha impressionato di più nel 2013, ma è un talento naturale. Si è migliorato nella gestione della gara. Può vincere più di me». Ha tentato di fare il guastafeste «per tenere aperto il mondiale...». Dispetto non riuscito all'erede al trono.

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