
La partenza in discesa, calcio bello e gol e spettacolo, e poi l'arrivo in salita, col finale sofferto ma ugualmente vincente. Lo stesso film trasmesso 2 volte a 3 ore di distanza, protagonisti gli attori rimasti sulla scena: Inter e Napoli allo specchio dello scudetto, divisi da 3 punti, ma con un calendario totalmente diverso: ciò che oggi è, domani potrebbe non esserlo.
Conte già proiettato alla partita di Bologna, sette giorni per contare i feriti, preparare la tattica e giocarsela un'altra volta come se fosse l'ultima, magari di nuovo partendo da un -6 che può zavorrare il morale del gruppo. Giocando dopo, è possibile. E accadrà per altre due giornate. Allenatore e psicologo, non è semplice. Inzaghi e l'Inter invece tornano in campo già domani sera, e per una partita che, anche se in Coppa Italia, non è mai come le altre. Il primo tempo contro l'Udinese è stato forse il più bello dell'Inter in tutta la stagione. Il secondo uno dei più brutti. E in quello specchio in cui cerca lo scudetto, l'allenatore nerazzurro deve trovare anche molte soluzioni, perché i problemi si sommano alle partite. Diffidato da mesi, Barella è stato squalificato. Giocherà col Milan, mentre sabato a Parma (torna Bastoni), Frattesi avrà un'altra occasione da titolare. «Ogni tanto sembro spento, vi chiedo scusa», ha scritto ai tifosi sui social. Fra problemi familiari e voglia di giocare di più, il pupillo di Spalletti sembra alle ultime partite con l'Inter.
L'infermeria che ha restituito Dimarco, Darmian e Zalewski continua a trattenere Dumfries e Zielinski e si è presa anche Taremi, che ne avrà per almeno 20 giorni. Correa pare un ex e perciò Inzaghi deve ancora contare su Arnautovic, per questo motivo esentato dall'ultima mezzora con l'Udinese. E certo, in 10 è stato più difficile. Lautaro può puntare alla panchina nel derby, sperando di giocare un po' a Parma, per essere titolare la settimana successiva col Bayern. Non è semplice, ma Inzaghi lo sapeva e sapeva anche che con l'Udinese l'Inter non poteva assolutamente perdere punti, per questo lui ha perso la testa quando la squadra ha rischiato il pareggio. Eccessiva e brutta la sua protesta, belle le scuse all'arbitro Chiffi e l'ammissione dell'errore a paura passata, e comunque squalificato esattamente come Conte ammonito e già diffidato.
Contro il Milan, Conte ha trovato 3 punti importanti, soffrendo la baraonda finale, ma rischiando il pareggio molto meno di quanto aveva fatto l'Inter. Sui taccuini non sono rimasti di Meret (rigore parato), gli appunti invece presi su Sommer, decisivo due volte. Fa sorridere Conte, quando spiega che l'obiettivo «era l'Europa, nemmeno la Champions». Forse che De Laurentiis abbia speso 150 milioni e chiamato proprio Conte per conquistare la Conference? Abilità dialettiche di cui Conte è maestro, come quando nel post partita ha dribblato per l'ennesima volta la domanda diretta sul futuro.
Ha il contratto per altre due stagioni, ma in passato abbiamo visto quanto poco contino per lui i contratti. Stavolta però la differenza la farà ADL e se davvero qualcuno vorrà prendergli l'allenatore, non basterà chiederglielo.
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