Per gli studenti italiani il paesaggio è in pericolo

Quanto i giovani sanno del paesaggio? Quanto lo amano? Lo conoscono? Sono le domande che l'Università IULM e il FAI - Fondo Ambiente Italiano ha posto agli studenti delle Scuole Superiori di II grado di tutta Italia per sensibilizzarli al tema dell'ambiente e del paesaggio. La risposta: lo amano emolto, tanto da lancioare l'allarme. Il paesaggio italiano è in pericolo e lo stato non è in grado di occuparsene a sufficienza.
Su 1500 giovani che hanno risposto, sono stati quelli di Sicilia (15,3% di risposte sul totale pervenuto) e Lombardia (15,0%) i più interessati alla questione. Particolarmente attento al tema è chi vive in comuni di piccola-media grandezza (5.000 - 200.000 abitanti), aree cioè dove il rapporto natura-uomo è in qualche modo ancora sentito: hanno complessivamente inviato oltre il 78% delle risposte.
Fra gli elementi paesaggistici di particolare bellezza in Italia, i ragazzi hanno indicato senza esitazione il Colosseo, che ha da solo ha ottenuto il 54% delle preferenze. Seguono Piazza San Marco a Venezia e il Parco Nazionale d'Abruzzo. Alla domanda sull'elemento del paesaggio italiano che ha profondamente influito sullo sviluppo del territorio il 23,3%a risposto la Torre di Pisa, il 7% l'Arena di Verona, e il 6,7% il Duomo di Milano. Seguono poi la Basilica di San Pietro, gli scavi di Pompei, la Valle dei Templi di Agrigento.
«Quali sono, invece, gli elementi da tutelare di più?» Pochi dubbi anche su questo: la natura, le specie animali e vegetali, l'uomo e il suo passato.
Un dato molto interessante che emerge dall'indagine: il 52,5% dei ragazzi ritiene che la gestione e la tutela del paesaggio possano essere una fonte di guadagno per lo Stato, ma non deve essere un costo a carico della collettività. Il paesaggio è «un vero e proprio bene culturale» (82,5%) e la sua cura andrebbe affidata agli enti locali (19,6%), alle associazioni sul territorio (23,6%) e a tecnici specializzati (50,9%). La sfiducia in tal senso nei confronti dello Stato è palese. Insomma i giovani dimostrano non solo di avere ben presente il valore che il paesaggio e l'ambiente in generale rivestono per la nostra cultura e per l'economia, ma anche di essere consapevoli dell'importanza della tutela dei beni artistici. Gli studenti, infatti, dichiarano di sentirsi «abbastanza» e «molto» (70% in totale) impegnati in prima persona nella tutela del paesaggio.
Attenzione però, per i giovani non è certo tutto rosa e fiori. Bando alle ingenuità, per il per il 78,1% di loro il paesaggio è «in pericolo» a causa di inquinamento, incuria e cementificazione.
Non solo consapevoli ma anche disillusi: il 64% degli studenti ritiene che lo Stato non sia in grado di tutelare in maniera sufficiente i nostri tesori artistici e i nostri patrimoni paesaggistici. «Cosa occorrerebbe?» «Più fondi, una normativa più severa, convincenti campagne di sensibilizzazione e una maggiore manutenzione».


Non può inoltre passare inosservato che la maggioranza dei giovani desidererebbe intervenire in prima persona per osteggiare «danni ambientali» che andrebbero denunciati in qualche modo; tuttavia i ragazzi non sanno cosa fare, se non parlarne in famiglia (28,6 %). Ancora una volta, dunque, la famiglia viene vista come rifugio anche per questioni che riguardano il bene pubblico e che invece dovrebbero essere di competenza dello Stato.

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