Sinner ha dei supporter speciali: chi sono i "carota boys"

Quando possono prendono un aereo e volano a Londra o New York per seguirlo dagli spalti: ecco chi sono gli speciali supporter di Jannik Sinner e dove ha origine il loro travestimento

Sinner ha dei supporter speciali: chi sono i "carota boys"
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Così come le squadre di calcio hanno i loro ultrà e tifosi in casa e in trasferta, si può dire che quasi allo stesso modo anche il numero uno del tennis italiano e attualmente numero 4 al mondo, Jannik Sinner, ha i suoi "colorati" tifosi che lo seguono spesso e volentieri in giro per il mondo. Sono i "Carota boys", così chiamati per il loro travestimento sia quando si riuniscono in casa ma anche e soprattutto sugli spalti ogni volta che gioca il loro idolo.

Perché si travestono da carote

Si tratta di sei ragazzi di età compresa tra i 26 e i 28 anni e vivono a Revello, in provincia di Cuneo. La loro popolarità ha subìto l'ascesa dopo gli Internazionali d'Italia di quest'anno dove si sono fatti notare sia per il contenuto stilistico ma anche per il tifo sul Centrale del Foro Italico. Iniziamo con il capire: ma perché si chiamano così? L'origine del nome ha una doppia valenza, la prima intuitiva e si accosta al colore rossiccio dei capelli di Sinner che riprende quello tipico della pianta erbacea. E poi perché, quando aveva soltanto 18 anni, durante una pausa di gioco contro il tedesco Kohlschreiber agli Atp di Vienna mangiò una carota.

La passione per il tennis

Quando possono, come detto, volano tra Europa e resto del mondo per seguire il talento altoatesino: sono molto popolari e attivi sia su X che su Instragram con un numero di followers sempre più elevato: numerose le foto quando si trovavano a New York per gli Us Open o a Wimbledon, ad esempio. Tra le foto ricordo che apprezzano di più, logicamente, c'è il selfie con Sinner a Flushing Meadows tanto di scritta ironica "We Carrot believe it", la cui traduzione è "We can't believe", non possiamo crederci. "Naturalmente non viviamo di tifo. Nella vita di tutti i giorni siamo panettieri, impiegati, lavoriamo in un’azienda agricola, vendiamo salumi, quindi nulla a che vedere con il tennis", ha raccontato al Corriere Enrico Ponsi, il "carota boy" portavoce del gruppo. "Teniamo a dire che quanto facciamo è frutto della nostra passione per il tennis e dell’amicizia che ci lega. È molto bello vedere tanti tifosi divertiti dalla nostra presenza, come molti bambini felici di scattare una foto con noi"

Il plauso di Sinner

In tempi non sospetti Sinner ha regalato loro un asciugamano agli Us Open dichiarando poco tempo che "sono diversi dagli altri tifosi, mi fa molto piacere vederli sugli spalti e averli con me". Il loro sogno, comunque, resta quello di incontrarlo magari non a bordo campo ma per qualche altra foto, stretta di mano o autografo e scambiare magari quattro chiacchere. "Non lo conosciamo di persona. Sosteniamo tutti i giocatori azzurri e il movimento tennistico italiano, ma ora è per noi un onore essere accostati a Jannik e alla sua ascesa. Dobbiamo il nostro successo anche alle sue vittorie", ha aggiunto Ponsi.

L'attesa per le Atp Finals

Dopo tanto viaggiare, però, ecco che prossimamente i Carota boys "giocheranno" in casa assieme al loro Sinner per le Atp Finals in programma a Torino dal 12 al 19 novembre: soltanto 70 km da casa loro in provincia di Cuneo, un'inezia rispetto ai voli intercontinentali effettuati fino ad ora. Già entusiasti, hanno raccontato al quotidiano che non vedono l'ora di far sentire tutto il supporto dagli spalti.

"Noi ci riserviamo il costume da carota, ma in tanti hanno voluto acquistare le nostre magliette arancioni in vista delle Finals. Le hanno comprate anche dal Giappone, dall’Australia e dal Canada. Il nostro sogno è quello di portare una marea “orange” sugli spalti, contenti che Sinner sia ora tifato anche fuori dai confini nazionali".

Carota Boys

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