Il Titanic Fini affonda perché non ha ideali

Il commento

Il gruppo del Fli al Senato non c’è più. Molti dei suoi membri sono emigrati, an­che senza barconi. Il governo sta trovando giorno dopo giorno voti in più che lo rafforzano alla Camera essendo che al Senato non ce n’è bisogno. A sentire Bocchino, Granata e compagni, immaginazione è che il governo duri; la realtà è che Futuro e libertà stia crescendo e che Gianfranco Fini stia per diventare il leader vero del centrodestra, anch’esso vero. Secondo la realtà, il Fli si sta disgregando e il governo dura. I bambini, talvolta, confondono il giorno con la notte e sono problemi per i genitori. In politica, spesso, si confondono la realtà e l’immaginazione e su questo caos si costruisce altro caos e si tende a non far capire nulla e nessuno. Si tende, anzi si tenderebbe perché poi basta tornare al pallottoliere e ci si risveglia, magari anche un po’ sudati, perché il sogno pur intenso che fosse s’è interrotto e si è presa una bella ciabattata in viso dalla realtà. L’operazione del Fli era basata sull’ipotesi che un bel po’ di parlamentari eletti con il centrodestra andassero con Fini a fare l’opposizione al centrodestra stesso che li aveva fatti eleggere. L’onda finiana è parsa crescere anche molti profeti improvvisati ne decretarono immediatamente la sicura ascesa. Il grande politico è quello che trasforma un sogno in realtà e ottiene fiducia da uomini e donne che ci credono e lo seguono. Non è un grande politico chi confonde i suoi desideri- più o meno personali- con la realtà perché anche se qualcuno, all’inizio, lo segue poi non tarderà ad abbandonarlo. Sta andando esattamente così. È legittimo che Fini e i suoi cambino idea. Come ama ricordare spesso Fini solo i paracarri non cambiano mai idea. Solo che in politica ci vogliono i numeri e questi il Fli li sta perdendo. Una cosa è l’esaltazione del momento che sembra rivoluzionario, liberatorio. Tutti con Fini e a mare Berlusconi. Poi, però, arriva il momento delle domande. Per fare cosa? Per andare dove? Per realizzare quale progetto? Per chiedere agli italiani la fiducia su cosa di così diverso da Berlusconi? E come spiegare ai propri elettori il cambio di campo? Deputati e senatori hanno molti ideali, non c’è dubbio, ma hanno anche la consapevolezza che una qualche coerenza per restare sul seggiolone ci vuole. Si saranno chiesti se veramente si stava costruendo un progetto nuovo o solo distruggendo quello vecchio? E si saranno pur chiesti se distruggendo quello vecchio non si desse il caso che con quel progetto vecchio scomparissero anche le loro carriere politiche. Si dirà che sono tutti venduti o comprati, dipende dal lato da quale si guarda.

Scelta coerente quella di andare con Fini, scelta imbarazzante quella di tornare con Berlusconi. Ma tutte queste cose si sanno già. L’unica che ora conta per stabilire chi campa e chi no sono i numeri. E per il Fli non butta bene.

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