Triangolo pieno di mistero con scenari molto pinteriani

Un luogo chiuso, vite estreme e sofferenti, una minaccia che sopraggiunge: evoca scenari pinteriani il testo «Elisa Cruz» del giovane drammaturgo/attore Vincenzo Manna che Andrea Baracco, regista sensibile e visionario, presenta all’Argot da questa sera. La vicenda incrocia i destini di tre personaggi, una prostituta chiamata la «puttana santa» che dà il titolo alla pièce (la interpreta Elisa Di Eusanio), il fratello/protettore autoritario e nullafacente (Roberto Manzi) e un uomo comparso per una sola notte nella vita dei due e poi misteriosamente sparito (Marco Grossi). Un uomo che entra come un fulmine nel rapporto malato di fratello e sorella, proprio quando lei comincia a dubitare della sua realtà e del suo stesso corpo. «Un uomo - annota il regista - che arriva col vento.

Un universo esterno fatto di pioggia battente, rumori industriali che sembrano versi preistorici, raffiche di vento che si infrangono su strutture cadenti e poi il cortocircuito, il buio, la neve che si scioglie». Fino al 20 dicembre.

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