Tunisi, esercito contro guardia presidenziale Ucciso il nipote di Ben Alì, arrestato il fratello

Circondato il Palazzo presidenziale, scontro attorno al ministero dell'Interno. Dopo una notte di violenza non si arresta l'ondata di caos che da giorni ha messo in ginocchio la Tunisia. Riaperto lo spazio aereo. Accoltellato il nipote di Ben Alì

Tunisi, esercito contro guardia presidenziale 
Ucciso il nipote di Ben Alì, arrestato il fratello

Tunisi - Non si arresta l'ondata di caos che da giorni ha messo in ginocchio la Tunisia. Mentre lo spazio aereo riapre gradualmente, infatti, la situzione politica non trova ancora pace. E non si fermano gli scontri armati. Imed Trabelsi, nipote della moglie dell’ex presidente tunisino Zine El Abidine Ben Ali è morto venerdì all’ospedale militare di Tunisi dopo essere stato pugnalato: l’uomo era rimasto ferito prima di essere soccorso e trasportato in ospedale.

Battaglia al palazzo presidenziale di Cartagine Un violento scontro a fuoco è scoppiato a Cartagine, quartiere periferico di Tunisi. Reparti dell’esercito affrontano gli uomini della guardia presidenziale, fedele a Ben Ali da cui dipendeva direttamente. L’esercito, che in precedenza ha circondato la sede delle guardie presidenziali tunisine, sta usando degli elicotteri per avere la meglio sulla polizia. Non si sa se all’interno dell’edificio si trovi il presidente ad interim Foued Mebazaa, che si è insediato ieri dopo la fuga dal Paese del presidente Zine El Abidine Ben Ali. Altri scontri si sono vrificati in precedenza al ministero dell’Interno sulla via Bourghiba, a pochi metri dall’hotel Africa, dove sono asserragliati molti giornalisti. Il ministero dell’Interno, già obiettivo delle manifestazioni dei giorni scorsi, è sotto attacco delle milizie dell’ex Presidente mentre all’interno è trattenuto, e probabilmente interrogato, Ali Sariati, l’ex capo della sicurezza di Ben Ali, arrestato sabato. Intorno è battaglia - con armi leggere e pesanti - mentre un elicottero dell’esercito continua a sorvolare la zona. Le vie adiacenti alla via Bourghiba erano state bloccate fin dal mattino, per permettere la caccia ai collaborazionisti dell’ex Presidente. Oltre ai soldati sono i Comitati di difesa civile, sponsorizzati dall’Unione generale dei lavoratori tunisini (Ugtt), a vigilare nei quartieri, di periferia e del centro. Il clima del sospetto aumenta la tensione. Anche le notizie che circolano hanno spesso diverse versioni, difficile una verifica.

Preso il fratello di Ben Ali dopo una sparatoria Il fratello del deposto presidente tunisino Ben Ali, Kaies Ben Ali, è stato arrestato alla periferia di Tunisi assieme a quattro poliziotti che, cercando di coprire la sua fuga, hanno aperto il fuoco uccidendo quattro persone e ferendone altre 11. Lo ha riferito la Tv di stato. Secondo l'emittente, la sparatoria é avvenuta alle 17.30 a Wardanin, località periferica della capitale, quando un gruppo di persone ha bloccato l'auto chiedendo l'intervento dell'esercito. I quattro poliziotti, tra i quali un funzionario di alto grado, hanno allora aperto il fuoco facendo quattro morti e 11 feriti. Poco dopo l'auto stata bloccata da militari dell'esercito nella vicina localita della Soukra. Le persone a bordo della vettura, secondo la Tv, sono state arrestate.

Arresti di stranieri, l'accusa: mercenari È stato postato sul web un video che riprende la cattura di due svedesi armati, avvenuta nel pomeriggio nel centro di Tunisi per opera dell’esercito. Le immagini riprendono due uomini con carnagione chiara e capelli biondi stesi in terra. Sul volto sanguinante di uno di loro in particolare sono chiari i segni delle percosse subite. Alcuni militari tengono i piedi sulle loro schiene per costringerli a rimanere in terra, mentre altri perquisiscono in strada i loro bagaglia tirati fuori da un taxi, preso dai due all’aeroporto di Tunisi. Nei bagagli vengono trovati due fucili e delle cartucce mostrate alla telecamera, così come vengono mostrati anche i loro passaporti. Oltre a loro due l’esercito tunisino ha arrestato oggi anche quattro tedeschi e un francese trovati in possesso di armi a Tunisi. Sono tutti accusati di essere mercenari giunti nel paese per portare caos in modo da favorire il ritorno del presidente deposto, Ben Ali.

Svedesi arrestati: forse cacciatori Potrebbe essere stato un errore l’arresto di due cittadini svedesi, dopo il ritrovamento di armi in un taxi di fronte alla sede del Pdp di Tunisi. Secondo alcuni giornalisti francesi, infatti, gli svedesi sono forse gli stessi che facevano parte di un gruppo di cacciatori che avevano incontrato una settimana fa nella zona di Sidi Bouzid e Kasserine. "Stavamo nello stesso albergo e avevamo anche mangiato più volte con loro - ha detto un giornalista di France 2 - e anche carne di cacciagione". Il giornalista ha però precisato di non essere sicuro di aver riconosciuto le stesse persone nelle immagini dell’arresto riprese da un’altra emittente e da lui viste in fase di montaggio.

Morto il fotografo francese Il fotografo francese dell’agenzia Epa, Lucas Mebrouk Dolega, 32 anni, rimasto ferito alla testa venerdì a Tunisi da una granata lacrimogena, è morto stamane. Secondo quanto riferito dai suoi familiari e da una fonte consolare nella capitale tunisina, il giovane era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico presso l’Istituto nazionale di neurochirurgia di Tunisi e le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate nelle ultime ore.

Il leader dell'opposizione lascia Il segretario del Partito di Unità Popolare tunisino (Pup), Mohamed Bouchiha, ha rassegnato oggi le sue dimissioni dalla guida della formazione politica. Il Pup è infatti uno dei partiti di opposizione riconosciuti dal regime di Ben Ali.

Lo stesso Bouchiha ha ottenuto il 5,01 per cento dei voti nelle elezioni presidenziali del 2009, quando il deposto presidente era stato rieletto con l’89 per cento dei consensi. Secondo gli osservatori locali inizia così a cadere anche la struttura politica costruita da Ben Ali a garanzia del suo potere.

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