Zaia: "Stemmi regionali sulle maglie di serie A E Tg regionali in dialetto"

Il ministro leghista torna all'attacco: "Rai3 torna alla sua vocazione di comunicazione per le realtà locali. Togliamola dalle mani della sinistra". E sui simboli: "Mettiamoli su tutte le maglie"

Zaia: "Stemmi regionali 
sulle maglie di serie A 
E Tg regionali in dialetto"

Milano - La Lega non arretra di un centimetro. Nonostante le polemiche. E torn a battere due tasti "caldi" nell'estate della propaganda lumbard. Dialetti e stemmi regionali. Questa volta l'alfiere leghista è il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia. Per i simboli territoriali la collocazione proposta è sulle maglie delle squadre di calcio. Per i dialetti l'edizione regionale dei telegiornali della Rai.

Dialetti nei Tg regionali "Un’edizione del tg regionale in dialetto ci starebbe bene. Magari non in sostituzione delle edizioni già esistenti, ma una aggiuntiva. Non vedo nulla di sacrilego nel fatto che le notizie possano essere comunicate nell'idioma regionale. Potrebbe essere un buon inizio per restituire Rai3 al suo progetto editoriale originale". È la proposta lanciata dal ministro Zaia nel corso del programma web Klauscondicio condotto da Klaus Davi su YouTube. "Un tg però non basta. La terza rete - ha aggiunto Zaia - ha un preciso mandato che ha disatteso per fare spazio a talk e varietà comici e trasmissioni pagate dai contribuenti per alimentare il dibattito autoreferenziale della sinistra. La missione di Rai3 è quella di dare spazio alla cultura e alle comunità locali: d’altronde è nata come strumento di comunicazione per le comunità locali. Una missione disattesa, con una parte dell'azienda subappaltata a chi ne ha fatto uno strumento di ideologizzazione. Tra l'altro - ha concluso Zaia - mi chiedo a cosa sia servito, visto le costanti e reiterate sconfitte elettorali della sinistra? Credo che dovrebbe tornare alla sua missione originale, forse avrebbe più successo".

Gli stemmi sulle maglie "Molte realtà, come Venezia, Perugia e Palermo - afferma il ministro leghista -, lo fanno già, ma vorrei che anche i grandi club accogliessero la mia proposta di cucire sulle magliette i simboli della regione o della provincia o della città, a scelta. Sarebbe un modo molto popolare di far conoscere gli stendardi della cultura locale. Tengo a precisare - prosegue l’esponente del Carroccio - che l'articolo 114 della Costituzione recita che la Repubblica è costituita da Stato, Regioni, Province e Comuni. Esiste una sentenza della Corte Costituzionale che esorta le regioni a dotarsi di un simbolo e i simboli non nascono dal nulla, o dal marketing, bensì sono frutto della storia di una comunità.

Quindi, se le magliette si fregiassero di questi simboli, sarebbe un momento di grande visibilità e identificazione per la comunità locale". E, alla domanda di Klaus Davi se sia contrario a sostituire l'inno con il "Va' pensiero" prima delle partite, il ministro ha risposto: "Non sono contrario. Il 'Va' pensiero' era cantato anche dai patrioti, quindi...".

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