Sfida all'ultima urna. La polemica tra pompe funebri

"Basta ironia sulla morte, la denuncia in procura contro le agenzie funebre"

Sfida all'ultima urna. La polemica tra pompe funebri
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Sapete chi è Francesco Rosati? No, non lo sa nessuno. Ci arrivo tra poco. È una bellissima storia estiva che fa morire dal ridere. Un modo di dire, credo che nessuno sia veramente morto dal ridere, ma se fosse non sarebbe una brutta morte. Di certo la morte è l'evento più tragico in assoluto, come l'abisso di cui parla Samuel Beckett, e come dice Beckett quando sei sull'orlo dell'abisso non puoi che riderci sopra. Come sta facendo l'agenzia di onoranze funebri Taffo da anni, o meglio da quando ha ingaggiato un genio della comunicazione, Riccardo Pirrone, con la sua agenzia Kirweb.

A tutti voi sarà capitato di passare davanti a una pubblicità di Taffo. All'inizio era molto straniante, a tal punto che credevo avessero rubato le idee di Max Fontana, l'artista immaginario protagonista del mio romanzo Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler. Invece no. Pirrone ha trasformato Taffo in un brand surreale, e il suo humor nero, anche politicamente scorretto, segue la scia dei grandi stand up comedian anglosassoni. Ci sono le elezioni? Cartelloni con scritta «Italiani vi aspettiamo alle urne», e le urne della foto non sono quelle funerarie. Muore la regina Elisabetta? Cartelloni con foto di cumulo di terra su cui sono apposti una corona e uno scettro e scritta: «Ne hai sepolti più di noi». Per il «rimedio al caro bollette» nelle città campeggiava un lumino gigante, per il 25 aprile «meglio morti che fascisti», e poi bare con la scritta «Regalo monolocale. Seminterrato», e prese di posizione su ogni argomento di attualità, con lo sfondo della morte. Credo sia l'unico caso al mondo ad aver reso un'agenzia di pompe funebri un influencer non stupido, non cerebroleso come direbbe Concita De Gregorio, anzi no, non normodotato come poi si è corretta Concita De Gregorio perché le hanno fatto notare che cerebroleso non era politicamente corretto (resta da capire in quali delle due categorie si riconosca Concita).

Insomma, Pirrone ha reso la morte e la pubblicità un'opera d'arte, e due anni fa ha anche pubblicato un divertente libro di successo con La Nave di Teseo, Ironia della morte, ma cosa è successo ora? È stato denunciato. Qui inizia la storiella più divertente dell'estate: il Messaggero ci ha fatto un articolo a tutta pagina, titolo «Basta ironia sulla morte, la denuncia in procura contro le agenzie funebre». In sostanza Taffo, o meglio Pirrone, o meglio entrambi, sono stati denunciati per aver urtato la sensibilità popolare sulla morte. Pirrone non si scompone, e dichiara: «Se dovessi finire a processo, considerati i tempi della giustizia, farei in tempo a morire».

Però già che c'è va a vedere chi è stato a denunciarlo, e torniamo al Federico Rosati di cui dicevo all'inizio, traumatizzato dalle pubblicità di Taffo perché gli è morto recentemente il padre. Al che Pirrone va a vedere cosa fa di mestiere questo Federico Rosati traumatizzato da Taffo. Indovinate un po'? Ha una ditta: Onoranze funebri Rosati.

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