Mazda CX-5 2024: si guida bene, SUV premium a meno di 40 mila euro?

La nostra prova su strada riconferma la bontà del suv giapponese, dall’ottima qualità costruttiva e che nulla teme nei confronti dei competitor tedeschi. Vantaggiosi però i prezzi.

Mazda CX-5 2024: si guida bene, SUV premium a meno di 40 mila euro?

Mazda CX-5 ha saputo ritagliarsi un posto di diritto nel mercato automobilistico italiano, sebbene risultino ancora “pochi” coloro che realmente prendono in considerazione il modello giapponese sulla vastissima offerta in questo segmento. Si aggiorna nelle linee con l’ultimo restyling, introducendo più tecnologia e motori mild-hybrid a benzina (rigorosamente aspirati), migliorando ulteriormente il feeling al volante, per infondere un senso di comfort, dinamismo e piacere su strada. Abbiamo provato la versione Homura, spinta dal 2.0 4 cilindri mild-hybrid AWD da 165 CV. Listini a partire da 38.970 euro.

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Design e dimensioni

Grande e spaziosa, ma non ingombrante. Grazie ad un sapiente gioco di linee e di proporzioni, Mazda CX-5 è in grado di nascondere bene le sue dimensioni, che testimoniano ben 4,57 m di lunghezza, 1,84 m di larghezza e 1,68 m di altezza. Pieno segmento C, probabilmente il settore più ricco e affollato del mercato, dove c’è bisogno di sgomitare per riuscire ad emergere. Ma Mazda non fa nulla di tutto questo. Anzi, consapevole della propria qualità costruttiva, affidabilità e attenzione al dettaglio, lascia che siano i clienti più “attenti” ad avvicinarsi ai suoi modelli. CX-5 riconferma la ricetta delle scorse edizioni, apportando marginali migliorie con questo ultimo restyling di metà carriera. Forme smussate, levigate dal vento, con fari a matrice di led dalla nuova firma luminosa ad “L”. Lo stesso motivo è ripreso anche nel retro, dal quale svetta anche il doppio terminale di scarico cromato. Nuova anche la gamma dei cerchi in lega, da 19” per tutte le versioni, ma con design specifici. Già di serie la duplice tonalità opaca e argento, mentre alla versione Homura e Takumi, è riservato lo stesso modello ma rispettivamente in colorazione nera lucida o argento. Più che ottimo anche il bagagliaio, a partire da 550 litri o da 1.620 litri abbattendo la seconda fila di sedili, secondo uno schema 40:20:40 (rifinito in ottima moquette).

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Interni e tecnologia

All’interno ritroviamo un abitacolo più tradizionale, di sostanza, che non punta tutto sulla digitalizzazione e nemmeno sull’effetto “wow”. Tanti i tasti disponibili per regolare qualsiasi funzione, compreso un pomello al centro del tunnel rialzato, dal quale gestire il sistema multimediale, con display da 10,25” di diametro. È dotato anche di Apple CarPlay e Android Auto wireless, per le quali invece si attiva il comando a sfioramento sul display, anche in marcia. Di fronte al conducente un secondo display da 7” che si integra in maniera impeccabile con la strumentazione analogica tipica di Mazda: un esercizio geniale da parte del costruttore, che ha sapientemente integrato le due modalità. Da lode come sempre la comodità posturale, l’imbottitura delle poltrone in pelle così come il contenimento laterale. Sono regolabili e riscaldabili elettronicamente.

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Ottimi anche gli assemblaggi, al pari dei materiali scelti per il pannello portiera, gli inserti sulla plancia e la plastica morbida presente in tutte le parti più alte dell’abitacolo. Comodi anche i vani porta oggetti sul tunnel centrale, così come il pozzetto sotto al doppio bracciolo centrale. Non manca la tecnologia, con sistemi ADAS di livello due completi, telecamere perimetrali, sensori, abbaglianti automatici, clima automatico bi-zona, accesso keyless, ricarica ad induzione del telefono, tetto apribile e panoramico e molto altro ancora. Buono anche il margine per le gambe dei passeggeri posteriori, sebbene non dei migliori della categoria in questo aspetto: comodità massima per la schiena, tunnel centrale poco pronunciato e sono presenti anche le bocchette d’aerazione posteriori, mentre mancano delle prese USB dedicate.

Prova su strada

Al volante Mazda cala l’asso in termini di comfort e piacere di guida alla “Mazda maniera”. Per chiarire, l’auto non palesa alcuna indole sportiva, ma le modalità con cui segue fedelmente la traiettoria impostata e il feeling sullo sterzo possono quasi fare scuola. Il mix tra assorbimento delle sospensioni e gestione del rollio è quasi perfetto, senza risultare inutilmente rigida sulle sconnessioni, come invece risultano molti altri SUV del segmento. Anche la sensibilità sul pedale del freno è più che positiva, restituendo molto in termini di connessione con la vettura. È stato enfatizzato l’aspetto turistico di CX-5, senza però mettere in secondo piano la maneggevolezza e quel tipico approccio premium di Mazda. Aiutano in tal senso la trazione integrale e il torque vectoring, uniti alla buona direzionalità dello sterzo, che permettono all’auto di girare più velocemente su sé stessa in curva, riducendo di conseguenza il rollio.

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Il nuovo 2.0 e-Skyactiv-G aspirato a benzina produce 165 CV e 213 Nm di coppia, configurandosi come sistema mild-hybrid grazie all’introduzione di una piccola unità elettrica, a supporto dell’erogazione. È possibile per questa motorizzazione scegliere anche la trazione integrale con cambio manuale o automatico oppure ancora il solo automatico (+ 2.000 euro) con trazione anteriore. La spinta sulle prime sembra debole - complici i sempre più frequenti motori ibridi o turbo che assicurano grande immediatezza – ma si concretizza intorno ai 3.000 giri, dove il propulsore fa maggiormente sentire la sua presenza e dona vigore. L’automatico è tarato per privilegiare la morbidezza nelle cambiate e non la rapiditàm e fa sempre lavorare il propulsore a benzina sotto a 2.000 giri/min, facendolo quasi assomigliare ad un diesel in termini di comportamento. La marcia è piuttosto fluida, sebbene abbiamo maggiormente apprezzato la prova del diesel da 184 CV con trazione anteriore e cambio automatico. Il benzina alle volte sembra poco energico e, a parità di stile di guida e di spinta, perde qualche punto in ottica consumi.

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Consumi e prezzi

Sa da un lato il peso risulti piuttosto contenuto – intorno ai 1.620 kg – lo stesso non si può pienamente dire dei consumi. Specialmente per via della trazione integrale, in città è difficile fare meglio di 11,5 km al litro, che possono salire intorno ai 13,5 km/l con strade extraurbane sotto ai 100 km/h, e ritornano nei pressi degli 11 km al litro in autostrada a 130 km/h. La scelta dei motori aspirati premia dal lato del feeling al volante, in piena filosofia Mazda, ma paga in ottica efficienza. Più che ottimi poi i listini, con prezzi a partire da 38.970 euro, per il benzina da 165 CV, trazione anteriore e cambio manuale, in allestimento Centre-Line (ampiamente accessoriata, con tutti i necessario per un SUV di questa categoria). Il diesel da 150 CV parte invece da 40.970 euro.

Il modello da noi provato, con benzina 165 CV AWD e versione Homura, è offerto da 48.170 euro. Al vertice l’allestimento Takumi – disponibile per tutte le motorizzazioni a trazione integrale – che tocca il vertice a ben 53.120 euro con il diesel da 184 CV.

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