Dalle azioni ai fondi: i consigli degli esperti contro la volatilità

Diversificazione e affidamento all'esperienza di chi conosce i mercati, oltre ad attenzione per i singoli titoli, con un occhio agli industriali azionari e alle obbligazioni straniere. Ecco le priorità per sopravvivere alla volatilità secondo gli esperti

Dalle azioni ai fondi: i consigli degli esperti contro la volatilità

I mercati finanziari sono in subbuglio e imprevedibili dopo l'altalena di borsa aperta da casi come quelli di Silicon Valley Bank, di Credit Suisse e di Deutsche Bank che ha ufficialmente inaugurato la fase della volatilità imperante.

In un contesto in cui il trend generale sembra quello di un'inflazione che si manterrà persistente e viscosa almeno fino all'estate e di rialzi dei tassi che, pur affievolendosi, non appaiono destinati a rientrare a breve gli investitori si trovano a dover rispondere al dilemma riassumibile nella celebre domanda di Vladimir Lenin: "Che fare?". Le risposte a questo quesito, in una fase complessa, sono diverse.

Prima cosa: non farsi prendere dal panico

Primo punto, imprescindibile: ricordare che i mercati, come i tifosi calcistici, sovrareagiscono alle emozioni e amplificano ogni fatto che avviene. Quindi, ben presente la lezione dei grandi manuali della storia finanziaria, come Manias, Panic and Crashes di Charles Kindleberger, e ricordarsi che i mercati salgono e scendono e dopo la fine dell'euforia quello che va evitato è il panico e la vendita da "spavento".

Bisogna attendere fino all'estate

Secondo punto: stringere i denti. Gli esperti consigliano, in maniera pressoché uniforme, di tenere duro fino all'estate. Allora si capirà se gli allarmi recessivi sull'economia mondiale sono realistici, se i dati economici, geopolitici e finanziari mondiali parleranno di un sistema nel caos o di una crisi temporanea e gestibile. Vedremo gli effetti delle misure di consolidamento bancario, della risposta politica al clima di sfiducia e della prova di resilienza del mercato.

Manias, Panic and Crashes

La parola d'ordine è: diversificare

Nel frattempo, però, occorre adattare i portafogli. E qui veniamo al terzo punto, alla vera parola d'ordine: diversificare. Distribuire perdite e guadagni su un portafogli ampio in una fase di volatilità può essere la lezione da seguire per ovviare alla crisi strutturale di un sistema in cui nessun prodotto appare come una gallina dalle uova d'oro. Dopo un decennio, ciò non vale più per le azioni. E anche le obbligazioni a più alto reddito sono sottoposte alla "tagliola" dopo il precedente AT1 di Credit Suisse. Non parliamo dei titoli di Stato, che a meno che si tratti di Paesi-rifugio come Germania e Usa offrono il duplice rischio della svalutazione del prezzo di vendita e del peso crescente sui bilanci, e dunque le azioni, bancarie. Questo però offre un vantaggio: piuttosto che sulla classe di investimento si guarderà con maggiore attenzione il singolo prodotto e la singola proprietà dei titoli in un'ottica di maggiore consapevolezza.

I portafogli devono essere robusti e resilienti

Urge dunque provvedere a portafogli robusti e resilienti. E in un certo senso il mercato italiano sta già rispondendo. In un report, eToro segnala che la diversificazione sta prendendo piede: "Gli investitori retail italiani hanno diversificato significativamente i propri portafogli, ancor di più di quanto non avessero indicato nelle loro previsioni a fine anno per il primo trimestre 2023. La percentuale di chi detiene, o intende investire nell’azionario domestico è salita dal 55% al 61%, complice un Ftse Mib in forte spolvero e maglia rosa tra i principali listini" sui titoli industriali al netto della tempesta del resto in via di rientro sui bancari. Tutto questo "mentre la popolarità delle azioni estere è passata dal 42% al 53%. In crescita anche la porzione di investitori interessati all’obbligazionario domestico (passata dal 53% al 62%) e a quello globale (dal 41% al 46%)."

Previsione: in calo gli investimenti in materie prime

In calo, in prospettiva, gli investimenti in materie prime, anticipatrici della volatilità finanziaria del 2023 l'anno scorso, così come l'immobiliare, che JP Morgan ricorda essere gravato da 450 miliardi di prestiti a breve termine e 2mila a cinque anni in via di scadenza su scala mondiale. Tra gli investimenti Gabriel Debach, market analyst di eToro, ricorda che il report del gruppo israeliano sottolinea "un aumento significativo degli investitori che detengono obbligazioni internazionali nel loro portafoglio rispetto all'anno scorso. Questa potrebbe essere una mossa di diversificazione intelligente" rispetto ai soliti titoli di Stato italiani sempre meno beni-rifugio al netto del Btp Italia anti-inflazione.

E' attesa una crescita della consulenza nella gestione dei risparmi

WeWealth mostra invece un altro punto di sviluppo delle opportunità di investimento: dirottare capitali verso gli Exchange Trading Fund (Etf) anti-volatilità. Questo in particolare, scrive il gruppo sul suo sito, è "il caso degli Etf che si rifanno agli indici MSCI World dove le banche indicono di meno: l’iShares Core Msci World Ucits Etf vede i finanziari pesare il 13,5%, risultando comunque il 2° maggior settore; per avere un portafoglio ancora meno sensibile al rischio banche ci sono gli Etf minimum volatility che per loro dna danno meno spazio a settori più volatili come quello bancario". In quest'ottica, c'è da aspettarsi un nuovo boom della consulenza nella gestione dei risparmi. Ora più che mai, per contenere la volatilità il consiglio ideale è cercare la protezione dei capitali dalla volatilità più che rendimenti eccezionali, difendendo la trincea del risparmio in forma realistica.

Dal nostro punto di vista, non possiamo che aggiungere un memento: rivolgersi sempre nel sostegno ai propri investimenti a professionisti certificati e affidabili. Per navigare acque agitate serve una bussola e, soprattutto, una rotta certa. E la priorità è evitare di farsi prendere dal panico.

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