
- Carlo Calenda in tv ha rivelato il risultato, oggettivamente clamoroso, di un sondaggio realizzato da Swg. Agli italiani è stato chiesto se sono favorevoli o meno ad avere “un premier con mani libere”. Risposta: sì, soprattutto i giovani. Per la precisione tra i 18 e i 24 anni la percentuale di favorevoli a questa soluzione ruota attorno al 42%. Tra i 25 e i 34 anni si sale al 52%. Mi state dicendo che i giovani italiani vogliono l’autocrazia? Non credo. Forse la domanda era un tantino formulata così così, visto che si chiedeva agli intervistati se per “rendere l’Italia più efficiente, giusta e sicura” erano favorevoli ad affidare il governo “a una persona autorevole, in grado di operare in autonomia, senza il controllo del parlamento e senza necessità di una maggioranza parlamentare, con un mandato fisso di cinque anni”. Credo che chi ha risposto positivamente non stia cercando davvero un nuovo Duce o un premier con “i pieni poteri”, infelice espressione che è forse costata Palazzo Chigi a Matteo Salvini. Gli italiani, soprattutto i giovani, chiedono un governo saldo, capace di realizzare ciò che ha promesso e per cui è stato votato. Un governo che duri cinque anni e che non sia ostaggio di giochini parlamentari, trasformismi, responsabili e volenterosi, sentenze creative e giudici ideologizzati (vedi caso Albania). Non cercano il regime, ma un governo normale cioè capace di decidere. Come negli Usa, dove Joe Biden a suon di decreti può ribaltare le politiche del primo Trump che a sua volta fa altrettanto una volta rieletto.
- E se gli italiani sentono questa necessità, forse non è solo colpa loro. Forse è colpa di chi in 10 anni, dal 2011 al 2022, ha prodotto 7 governi pastrocchiati (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte I, Conte II, Draghi), sostenuti da tutti e il contrario di tutti, a volte anche lo stesso premier appoggiato da maggioranze opposte, peraltro sempre sull’orlo della crisi e quasi mai espressione reale del voto elettorale. Non voglio entrare nei tecnicismi, premierato, presidenzialismo, abolizione del senato, ma parlare di principi. Non vi siete mai chiesti se, per caso, la colpa di questa passione per “l’uomo solo al comando” sia dovuto proprio all’incapacità dimostrata in tanti anni di dare al Paese un governo stabile e che rispecchiasse il mandato elettorale? Ha ragione Severgnini: un governo senza controllo parlamentare è un regime. Ma tra il parlamentarismo esasperato italiano e le dittature esiste un intero pantone di possibilità, sempre democratiche ma più decisioniste, che l’Italia non ha mai avuto il coraggio - scioccamente - di sperimentare. In quel sondaggio c’è un campanello che bisogna ascoltare: parte degli elettori vogliono l’Italia “più efficiente, giusta e sicura” e credono che occorra maggior capacità decisionale da parte di chi ci governa. Scommettiamo che, se adattassimo il nostro sistema, colpevolmente impantanato, a nessuno verrebbe in mente di sognare un monarca assoluto?
- In merito scrive Beppe Severgnini: “Un governo senza controllo parlamentare è un regime. E un regime per cinque anni non esiste: chi prova il potere assoluto non lo molla. Guardate cos’è successo in Russia e in Bielorussia; cosa sta accadendo in Turchia, in Ungheria e in Israele; cosa potrebbe accadere negli Usa”. Ok. Ci sta il riferimento a Mosca e Minsk, forse pure la Turchia e buttateci dentro anche l’Ungheria. Ma mi spiegate che c’azzecca l’autocrazia con Israele, unica democrazia compiuta del Medio Oriente, con tutti i suoi difetti, come tutte le democrazie; e soprattutto cosa c’entrano gli Stati Uniti? Vorrei far notare a Severgnini che Donald Trump ha già governato, e già allora si ipotizzava una sorta di regime fascistoide. Invece, quattro anni dopo, gli elettori lo hanno silurato per poi rimetterlo al potere nel 2025. Ipotizzare che “potrebbe avvenire” anche negli Usa un regime è un’affermazione totalmente slegata dalla realtà, almeno al momento, e non supportata dai precedenti.
- In Italia occorre riconoscere un miracolo economico, quello delle Poste. Una volta sinonimo di impreparazione e ritardi, è riuscita a ricostruirsi e a resistere anche al tempo di Amazon che avrebbe potuto annientarla. Tanto di cappello.
- "La linea del Pd è una ed è chiara: noi torneremo al governo vincendo le elezioni con una coalizione progressista, senza larghe intese o accordi di Palazzo". Se Elly Schlein mantiene la promessa le faccio un monumento.
- Non entro nel merito della sentenza contro Marine Le Pen, i cui contorni devo ancora leggere nel dettaglio prima di affermare se, a mio giudizio, è innocente o colpevole. Tuttavia qui l’assurdità non sta nella sentenza (quattro anni di carcere, di cui due con braccialetto elettronico) ma nel fatto che l’ineleggibilità venga applicata seduta stante anche se si tratta di una sentenza di primo grado. Marine Le Pen ha diritto al ricorso in Appello e poi in Cassazione. Fino a quel momento è innocente e, come tale, dovrebbe avere tutto i diritto di candidarsi e i francesi di votarla. Pensate a quale enorme ingiustizia sarebbe se, impeditole di candidarsi, poi a fine 2026 si scoprisse che la sentenza del giudice di primo grado era infondata. Sarebbe un’altra, ennesima ferita delle democrazie occidentali. Un po’ come la norma sulla decadenza in Italia, nota come legge Severino. In Europa bisognerebbe smetterla di considerare le indagini e le sentenze di primo grado come una condanna definitiva. Lasciate fare il giusto corso alla giustizia.
- Sentenza su Askatasuna? Tutti concentrati sul fatto che abbiano escluso l’associazione a delinquere. Però signori miei: sono stati condannati per violenze incredibili e assurde. Che il giudice riconosca o meno quella particolare tipologia di reato, possiamo comunque sostenere che quello sia una associazione di personcine non proprio a modo?
- Lavinia Orefici considera la nota di Romano Prodi delle scuse? Dice lei a Quarta
Repubblica: "Questa nota non è una scusa. È una giustificazione. A casa mia mi hanno insegnato che quando sbaglia dice 'chiedo scusa', o di persona o in carta intestata. E magari anche un mazzo di fiori da signore".- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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