Bossi: "Un grande risultato la Lega vicina al 10 per cento"

Il partito del Nord cresce e contribuisce alla tenuta della maggioranza: "L’Udc nel governo? Berlusconi non è stupido, noi siamo alleati fedeli"

Bossi: "Un grande risultato la Lega vicina al 10 per cento"

Milano - Al quartier generale della Lega si mangiano panini al salame e si beve spuma nera a fiumi, «come ai vecchi tempi dell’oratorio», scherzano i dirigenti del partito. Il clima alla chiusura dei seggi è di cauto ottimismo, via via che i dati diventano più chiari, nella sede milanese di via Bellerio scatta l’entusiasmo e si scioglie la regola del silenzio imposta nelle prime ore. Le proiezioni sulle europee diffuse da Skytg24 all’una fotografano un Pdl che passa dal 37,4 per cento delle ultime elezioni politiche del 2008 al 35,6, la Lega guadagna quasi un punto percentuale e sale al 9,2%. Il Carroccio vola in Lombardia: dopo l’una il 6% delle sezioni scrutinate portano il partito di Bossi al 26,9% delle preferenze. In Veneto è quasi testa a testa con il Pdl.

Il leader del Carroccio Umberto Bossi, arrivato in via Bellerio alle 20,30, ha seguito l’arrivo dei primi dati degli exit poll chiuso nell’ufficio all’ultimo piano con i collaboratori più stretti, il ministro Roberto Calderoli e il segretario della Lega lombarda Giancarlo Giorgetti. Assente (giustificato) il ministro dell’Interno Roberto Maroni che, ovviamente, ha seguito tutte le operazioni dalla sede del Viminale a Roma.

Nel derby con gli alleati, il Carroccio punta al sorpasso sul Pdl in regioni produttive come il Veneto, tanto più dopo che il premier Berlusconi nei giorni scorsi ha messo in palio una presidenza alla prossima tornata elettorale, ma per dichiarare il trionfo dovrà attendere la chiusura dei conti alle urne. Quasi raggiunto invece l’obiettivo del risultato a due cifre a livello nazionale - raggiungere o sfondare il tetto del 10% - rispetto all’8,3% del 2008. L’obiettivo, precisa da via Bellerio l’onorevole Matteo Salvini, «è di guadagnare un punto in più rispetto all’anno scorso e i primi dati reali che arrivano dalle urne di Torino, Bergamo, Monza e tanti altri comuni del Nord ci dicono che il risultato è in crescita ovunque». I dati che stanno emergendo, «per noi sono positivi - confermano Giorgetti e il capogruppo alla Camera Roberto Cota - e quelli che stiamo raccogliendo nei seggi attraverso i nostri rappresentanti di lista corrispondono. Un segnale che conferma la crescita del movimento e questo, calato nel voto europeo, significa che la Lega in Europa darà battaglia per cambiare le istituzioni europee, per contrastare l’ingresso della Turchia e l’immigrazione clandestina». «Il dato sicuro per ora è che la Lega sta avanzando ancora, grazie al lavoro dei nostri ministri. Raddoppiamo i seggi in Ue», fa eco il viceministro Roberto Castelli.

Arrivando nel pomeriggio ai seggi invece, Bossi aveva scelto la via della prudenza. «Sull’esito del voto speriamo bene, ma oggi prenderemo pochi voti» aveva ipotizzato il ministro per le Riforme uscendo dalla scuola elementare di Gemonio, nel varesotto, dove risiede da diversi anni, e dove è arrivato per votare accompagnato dalla moglie e dai due figli. È presto detto, «la gente della Lega - ha spiegato il leader del Carroccio - va a votare nelle occasioni importanti che sono le elezioni politiche, e lì noi siamo più forti. Certo mi auguro che vada bene, ma siccome il nostro è un movimento popolare, il popolo vota quando sente gli argomenti. E devo dire che l’Europa non è un argomento che attiri molto». Indipendentemente dal risultato del voto ha aggiunto il segretario della Lega, «da domani (oggi, ndr) non cambia nulla all’interno del governo», anche se, ha ammesso, se la Lega raggiungesse il 10 per cento «sarei molto, molto contento».

Alla domanda se teme che il premier possa pensare di inglobare nel governo Pier Ferdinando Casini e l’Udc, così da limitare il potere del Carroccio, ha replicato con una battuta: «Non credo che Berlusconi sia stupido e lo faccia, la Lega ha le mani libere ma noi siamo un alleato fedele e abbiamo continuità nell’azione del governo».

L’eurodeputato Mario Borghezio attribuisce il risultato positivo alle urne all’atteggiamento di «serietà e coerenza sui temi come l’immigrazione. Il popolo padano ama la gente che lavora e combatte».

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