Bruni Tedeschi e Golino ammettono: Italia più libera della Francia

Le due attrici presentano la serie "L'arte della gioia" tratta dal libro scandalo di Goliarda Sapienza

Bruni Tedeschi e Golino ammettono: Italia più libera della Francia
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«In questo momento c'è più libertà di espressione in Italia che in Francia». A dirlo è Valeria Bruni Tedeschi che la Francia la conosce bene visto che ci vive. L'attrice - che interpreta la principessa Brandiforti - lo dice presentando la serie L'arte della gioia (in onda da venerdì su Sky) tratta dal libro-scandalo di Goliarda Sapienza, scrittrice siciliana e ribelle del nostro Novecento. «Pensate al paradosso: questo libro - spiega - è riuscito a uscire in Italia solo dopo essere passato in Francia grazie alla libertà culturale dell'epoca. E adesso la serie viene accolta in maniera meravigliosa in Italia, mentre in Francia - profondamente moralista - non l'ha voluta nessuna televisione».

Le fa eco Valeria Golino, che ne ha curato regia e sceneggiatura: «In Francia ci hanno detto che i contenuti sono troppo scabrosi, forse ancora oggi l'erotismo femminile è difficile da mostrare. Qui in Italia siamo più liberi, senza neanche accorgercene».

In ogni caso, L'arte della gioia è assolutamente da vedere. E, per comprendere la serie, bisogna liberarsi da ogni morale e pregiudizio, come del resto è tutto l'opera e la vita di Goliarda Sapienza. Perché è un inno alla libertà spirituale e sessuale: un racconto di come la protagonista Modesta (interpretata dalla brava Tecla Insolia), una bambina povera, contadina nella Sicilia di inizio 900, senza speranze, riesce a diventare una principessa usando qualsiasi mezzo, compreso amare (fingere di amare) uomini e donne, uccidere, sposare la cosa (il principe ereditario deforme), farsi passare per una santa, pur di raggiungere i suoi scopi. La sua è una ribellione a ogni istituzione sociale: dalla divisione in classi, al patriarcato, alla chiesa cattolica, all'aristocrazia.

Il romanzo, finito di scrivere da Goliarda nel 1976, uscito in edizione integrale nel 1998 solo dopo la sua morte perché nessuna casa editrice voleva pubblicarlo, è così «complesso per cui è stato molto complicato riuscirne a farne una trasposizione tv», spiega ancora la regista, ma spero diventi «un esempio per le giovani donne di ribellione, di auto-determinazione, emancipazione, desiderio di libertà e gioia di vivere». Nel cast anche Jasmine Trinca nel ruolo della madre superiora del convento e Guido Caprino nel ruolo del fattore.

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