
Non vediamo l'ora che arrivi domani per non andare alla manifestazione romana di Giuseppe Conte contro il piano di riarmo della Ue. Sia chiaro. Se prendiamo le distanze dalla piazza non è tanto nella sostanza (lasciateci qualche dubbio sull'idea della von der Leyen di investire 800 miliardi nelle armi), quanto nella forma. Non sono soltanto i motivi di una manifestazione, ma anche chi manifesta, che ti fa scegliere se andarci o no. Non è la meta, ma il compagno che conta.
E comunque. Ci saranno Michele Santoro (un grillino inconsapevole, i peggiori); i Gianni&Pinotto di Verdi&Sinistra, Bonelli&Fratoianni; Mario Tozzi, uno di quegli esperti che credono di farsi un'autorevolezza rileggendo i propri libri; l'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio (che fine aveva fatto?); Saskia Terzani e Massimo Wertmüller (in Italia come ti giri c'è sempre un figlio o un nipote «di»); Tomaso Montanari in quota rosa (dai, scherziamo...); e poi, a chiarire la cifra culturale dell'evento c'è la tiktoker Rita De Crescenzo; e per quella pop il professor Alessandro Barbero, il quale, persa la credibilità come storico, la guadagna come capocomico.
Si prega di venire già mangiati.
Mancano all'appello Goffredo Bettini che il Peace&Love lo fa in Thailandia, le sardine, Ultima generazione (il sabato è sacro), i
rettiliani, Maria Rosaria Boccia (peccato) e Elly Schlein, che c'è come centro, ma non come sinistra e però nell'incertezza - manderà un saluto.Un'altra ghiotta occasione per ridacchiare in faccia alla tragedia della guerra.
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