Bufala e diossina: sequestrate mozzarelle

Blitz dei carabinieri del Noe in 79 allevamenti e 19 caseifici campani. Indagate 109 persone accusate di avvelenamento di alimentari. Nel latte registrati livelli fuorilegge di sostanze tossiche

Bufala e diossina: 
sequestrate mozzarelle

Caserta - Il blitz è scattato all'alba: 79 allevamenti di bufale e 19 caseifici, soprattutto del Casertano ma anche dell'Irpinia e del napoletano, sono stati visitati dai carabinieri. L'indagine era scattata nelle scorse settimane ma, ieri, ha avuto un primo importante sviluppo.

Oltre 400 militari del Noe (Nucleo operativo ecologico), del Nas (Nucleo antisofisticazioni) e dei comandi provinciali di Caserta e Avellino, hanno posto sotto sequestro, in base a un decreto emesso dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, svariate tonnellate di latte, prodotti caseari, mangime e documenti. Alto anche il numero degli indagati: 109. Pesanti le accuse: avvelenamento di sostanze alimentari e commercio di sostanze adulterate. In sostanza, i controlli eseguiti precedentemente avrebbero rilevato nel latte venduto ai caseifici, livelli di diossina sopra la legge. Le analisi erano state eseguite tra novembre e marzo scorsi dalle Asl di Caserta e avevano rilevato la diossina superiore ai limiti nel latte prodotto dagli allevamenti poi venduto ai caseifici.

Spiegano al Noe: «Sono in corso attività investigative per verificare chi nella catena delle responsabilità, abbia omesso i controlli e le necessarie verifiche per evitare che mozzarelle fatte con latte alla diossina, finissero in commercio».

Insomma, un'altra botta alla Campania, alla sua gente, all'economia di questa regione, già pesantemente penalizzata per la questione della spazzatura. La causa dell'avvelenamento del latte sarebbe già stata accertata dai carabinieri del Noe e del Nas: le bufale sarebbero state nutrite con mangime proveniente da terreni dove erano stati stoccati rifiuti tossici. Dietro a questa operazione, la mano della camorra, i clan più potenti della Campania, a cominciare dai «casalesi», sui quali ha poggiato la propria attenzione (ma non solo per ciò che afferisce la mozzarella: ieri altre 3 operazioni con decine di arresti) la Dda. Alcuni dei terreni avvelenati dove hanno pascolato e mangiato le bufale, «sono nella disponibilità, diretta o indiretta della camorra», spiegano in Procura.

Il Nas, comunque, tende a sdrammatizzare, riguardo alle conseguenze della mozzarella alla diossina: «Nessun pericolo per la popolazione». Ed è tranquillizzante anche il direttore generale dell'Asl Caserta 2, Antonietta Costantini: «Poca diossina, non c'è nessun pericolo per la salute della popolazione».

Spiega il dottor Pasquale

Campanile del Dipartimento di Prevenzione della Asl. «In qualche caseificio è stata superata la soglia di attenzione dell'inquinamento ambientale, anche di diossina, ma non in modo pericoloso. Non sono dei risultati tragici».

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