
Smentite, precisazioni e qualche sassolino tolto dalle scarpe. A pochi giorni di distanza dall'esonero, Thiago Motta rompe il silenzio e parla della sua breve avventura sulla panchina della Juventus. L'arrivo aveva portato con sé entusiasmo e ottimismo da parte di dirigenza e tifosi, ma sul campo sono maturati risultati non proprio eccellenti e alla fine il divorzio è stato inevitabile. Anche se l'allenatore, intervistato dal Corriere della Sera, non ha nascosto il proprio rammarico per una decisione che da alcuni è stata giudicata troppo affrettata.
"Sicuramente sono deluso perché non è andata come speravamo, soprattutto in Coppa Italia e Champions. Però non sono d'accordo quando sento parlare di fallimento: il nostro lavoro è stato interrotto quando eravamo a un punto dal quarto posto in classifica che era, a inizio stagione, l'obiettivo prioritario", ha affermato Motta. Che in effetti era giunto nella galassia bianconera convinto di guidare un progetto triennale, fondato su una profonda rivoluzione della squadra, a partire dal radicale ringiovanimento della rosa.
Il piano però non ha rispettato le aspettative, e alla fine è stato comunicato l'esonero. Eppure la società aveva pubblicamente espresso fiducia nei confronti del tecnico. Un segnale importante che, nei fatti, garantisce serenità per continuare a portare avanti il proprio lavoro. Insomma, la sensazione era quella di poter lottare per il quarto posto e strappare la qualificazione in Champions League. Ma Motta conosce bene il calcio e sa altrettanto bene che - specialmente in una realtà come quella della Juventus - la vittoria è un vero e proprio imperativo.
Durante la sua esperienza bianconera non sono mancate voci su presunti rapporti turbolenti con la squadra, come se non fosse riuscito a fare leva sull'empatia con i giocatori. Indiscrezioni che l'allenatore ha messo a tacere, bollandole come delle fandonie: "Queste sono le cose che mi danno fastidio perché mi possono criticare come allenatore per le mie scelte e questo ovviamente l'accetto. Ma chi dice che io avevo lo spogliatoio contro è un bugiardo. Sono cose inaccettabili, non è vero". Anzi, ha tenuto a precisare di aver avuto "un ottimo rapporto" con i calciatori non solo dal punto di vista professionale ma anche umano.
"Ho dovuto ascoltare in questo periodo non critiche tecniche, sempre da tener conto, ma attacchi personali. Questo modo di agire nell’ombra lo trovo arrogante e indecente", è stata la bordata sganciata da Motta. Secondo cui è stato vittima di offensive frontali, contro la sua persona, fondate però "su maldicenze". E a tal proposito ha messo in chiaro di non aver mai avuto la sensazione di essere tradito dalla squadra: "Hanno sempre trovato il modo di dare qualcosa in più, nessuno ha fatto il furbo.
Abbiamo tutti cercato di fare il meglio e ci dispiace di non esserci riusciti fino in fondo". Ora non resta che aspettare la fine del campionato e osservare la posizione dei bianconeri: si qualificheranno in Champions o andranno incontro a un fallimento, nonostante l'addio di Motta?- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
- sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.