Scaloni: "Con la Francia per la storia. Messi merita la coppa"

Il tecnico dell'Albiceleste ostenta sicurezza alla vigilia della finalissima contro la Francia di Deschamps. In dubbio la presenza di Di Maria e la difesa a tre o a quattro. Come fermare Mbappé? "La Francia non è solo lui, serve uno sforzo di squadra"

Scaloni: "Con la Francia per la storia. Messi merita la coppa"

Non capita certo tutti i giorni di essere a 24 ore dall’alzare al cielo la Coppa del Mondo e, anche per uno tutto d’un pezzo come Lionel Scaloni l’emozione è abbastanza evidente. Talvolta sembra trattenere a stento le lacrime, come se solo ora sentisse il peso delle aspettative di un paese che aspetta spasmodicamente di esplodere dopo 36 anni di lunga attesa. Domenica alle 18 locali (le 16 in Italia) la sua Argentina si giocherà il tutto per tutto contro i campioni del mondo in carica della Francia e Scaloni inizia col ringraziare i suoi ragazzi, protagonisti di un Mondiale finora eccellente. “Abbiamo parlato con i giocatori e non esistono parole per ringraziarli, hanno dato tutto. Speriamo domani di coronare il sogno, ma se non dovessimo riuscirci dovremo essere ugualmente tutti orgogliosi".

Scaloni ostenta sicurezza ma si capisce quanto questa partita sia importante per lui: “Sono tranquillo perché vedo come si allena questa squadra. In ogni partita chiediamo ai giocatori qualcosa di diverso e loro lo capiscono perfettamente. Sono calciatori di altissimo livello e questo ci semplifica le cose". A chi gli fa notare la differenza di esperienza nei confronti di Deschamps il ct sudamericano fa finta di niente: "Sono orgoglioso di allenare questa squadra e sono nel posto in cui chiunque vorrebbe essere. Sto migliorando come migliorano tutti. Non si smette mai di imparare". Il tema dominante è la sfida tra le due M, Mbappé e Messi ma non è una visione della partita che entusiasma il tecnico argentino. "Come si ferma? Servirà un lavoro squadra e la Francia non è solo Mbappé. Ha dei compagni che lo mettono nelle condizioni di rendere al meglio. È uno dei grandi giocatori, è ancora giovane e continuerà a migliorare. È una partita dove in campo ci saranno molti giocatori forti, da una parte e dall'altra, e quindi in tanti potranno deciderla, magari dipenderà dai dettagli".

La scelta della vigilia è quella tra la difesa a tre o a quattro, che ha alternato durante il Mondiale. Scaloni, chiaramente, non si sbottona e prova a cambiare discorso: "Una frase fatta dice che le finali si vincono, non si giocano. Ma io penso che prima di tutto le finali vadano giocate, e sapendo quanti problemi possa causarti un avversario, allora devi pensare a come metterlo tu in difficoltà. Una partita si analizza, ci si lavora, e non si può pensare di poter vincere, nel corso del match, ogni duello individuale. Quanto al modulo, l'ho già deciso, e sarà quello con cui penso che potremo creare più problemi alla Francia".

Da capire resta se in campo ci sarà il “Fideo” Angel Di Maria o no, visto che, come Lautaro Martinez, non è ancora al massimo della condizione.

Scaloni gli deve molto, dato che gli tolse le castagne dal fuoco al Maracanà contro il Brasile in Copa America, ma rischiare che esca dopo pochi minuti o sia sottotono è un rischio forse troppo alto da correre nella finale di un campionato del mondo. Vedremo domenica come si metteranno le cose e se Scaloni saprà rispondere alla sfida di contenere una squadra che abbina tanta tecnica a tanta fisicità.

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