"Ha distrutto la cultura". Ma la campagna d'odio anti Cav viene smontata così

La sinistra si strappa le vesti per il lutto nazionale. Ma Rutelli ricorda il grande contributo dato da Berlusconi a far crescere la cultura italiana

"Ha distrutto la cultura". Ma la campagna d'odio anti Cav viene smontata così
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Tra le tante accuse che vengono mosse a Silvio Berlusconi anche in questi giorni in cui il Paese reale si è stretto attorno alla sua famiglia, condividendo il dolore per la sua scomparsa, c'è quella di aver "distrutto la cultura". Gli viene rinfacciata la creazione della tv commerciale in contrapposizione a quella di Stato, una tv popolare che ha appassionato gli italiani per leggerezza e brio e che tutt'oggi, come dimostrano i dati, piace più della Rai. Non gli si perdona l'aver portato nelle case degli italiani la spensieratezza, che può anche non piacere, ma quando si parla di "distruggere la cultura", i detrattori dimostrano tutta la loro incapacità di obiettività. A rimettere la verità nel giusto ordine di cose ci ha pensato Franceso Rutelli, un politico che non può essere affiancato al berlusconismo.

"Ricordo che venne in Campidoglio per gli 80 anni di Alberto Sordi, che nominai sindaco per un giorno. Non solo fu affabile e gentile: notai che Berlusconi fu molto festeggiato dal mondo del cinema, anche dai suoi esponenti di sinistra", spiega l'ex sindaco di Roma in un'intervista rilasciata al Corriere della sera. Era il 2000, la discesa in campo di Silvio Berlusconi era avvenuta 6 anni prima e Mediaset era già il simbolo della televisione pop. Tutto questo non deponeva a favore di un omaggio da parte del mondo tradizionalmente più radical chic, ma il Cavaliere ricevette quell'accoglienza "per un motivo che si tende a dimenticare", sottolinea Rutelli. "Nessuno ricorda che la casa di produzione di Berlusconi ha prodotto Bertolucci, Scola, Salvatores, che vinse l'Oscar con 'Mediterraneo', 'Bianca' di Nanni Moretti, e persino un film di una delle animatrici dell'antiberlusconismo, Sabina Guzzanti", prosegue l'ex sindaco di Roma. Sono elementi incontrovertibili quelli che porta il presidente di quello che fu il partito de "La Margherita".

Ma non solo, perché Rutelli ricorda anche che "come editore, con Mondadori, ha stampato Gomorra di Saviano. Insomma, la storia va letta per intero. Io sono stato per tutta la mia vita politica avversario di Berlusconi, e questo oggi voglio riconoscergli". Ma non solo, perché l'ex sindaco di Roma è entrato a gamba tesa anche contro la sinistra indignata per i lutto nazionale: "Mi sembra ovvio: è stato quattro volte presidente del Consiglio.

Anzi, è stata data anche una lezione di sobrietà: Berlusconi avrebbe potuto avere la camera ardente al Senato da cui era stato bandito e invece tutto è avvenuto a Milano con uno stile appropriato",

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