
Nonostante la circolare emessa dal ministero dell'Interno nel tentativo di fare chiarezza sulla questione degli autovelox non omologati ed arginare così la valanga di ricorsi, ormai si è scatenato il caos. I giudici di pace continuano infatti ad annullare le multe, mentre i cittadini vedono riconosciute le proprie rimostranze. Ciò sta mandando in tilt i Comuni, che non sanno come agire e non riescono a trovare un atteggiamento deciso nei confronti della situazione.
In tutta Italia il sistema pare essere stato messo in crisi. A Cosenza si parla addirittura di inchiesta penale con ipotizzato il reato di frode in pubbliche forniture, mentre in altre zone dello Stivale i giudici continuano a dare ragione agli automobilisti che presentano ricorso contro gli autovelox e i teletaser non omologati. Tutti si appellano alle ordinanze emesse dalla Cassazione, la quale ha messo in evidenza la mancata omologazione di certi dispositivi. Ciò ha acceso il dibattito sull'argomento, e sembra che al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si stia lavorando in fretta per elaborare un decreto che metta finalmente un punto e dirima il problema. In attesa di ciò, rimane la bufera dei ricorsi, con i sindaci che affrontano la questione in modo disomogeneo. Se da un lato abbiamo dei primi cittadini che si affrettano a mettere in stop gli autovelox incriminati, dall'altro ci sono quelli che decidono di impugnare le sentenze dei giudici.
Come abbiamo visto anche nei mesi scorsi, il nocciolo della questione sta sulla presente o mancata omologazione dei rilevatori di velocità. L'omologazione è quel passaggio necessario ad accertare che l'apparecchio in questione rispetti i requisiti tecnici previsti dalla normativa. Si tratta di una verifica effettuata una tantum sugli apparecchi che vengono poi dati in dotazione alla polizia. In caso di mancato certificato di omologazione, un cittadino multato può presentare ricorso per chiedere l'annullamento della sanzione. "Le misure devono fare pubblica fede. Vale per la bilancia del macellaio e per gli autovelox. Per questo si parla di verifica metrologica legale, che è retaggio esclusivo del Mimit", ha dichiarato al Quotidiano Nazionale l'avvocato Emanuele Dalla Palma, presidente dell'associazione Miglior tutela, che ha appena vinto un ricorso.
Il sistema va in tilt anche perché, fino ad oggi, gli autovelox hanno portato grossi incassi alle amministrazioni. Si pensi che solo nel 2022, venti delle città italiane più importanti hanno visto entrare un totale di 76 milioni. Entrando nello specifico, a Roma sono arrivati 7,5 milioni su 172 milioni complessivi per tutte le multe relative alle violazioni del Codice della strada. A Milano, invece, parliamo di 8,5 milioni su 147 milioni.
Lo scorso gennaio il Viminale ha fatto un rimando a un parere dell'Avvocatura generale dello Stato del 18 dicembre 2024 secondo il quale vi sarebbe un'omogeneità nelle procedure tecnico amministrative alla base dell'omologazione e dell'approvazione.
Dall'altro lato, tuttavia, abbiamo la Cassazione, che in più occasioni ha ribadito come "approvazione" e "omologazione" dei dispositivi di rilevazione di velocità siano due procedimenti distinti.Lo scorso 10 febbraio, dunque, il giudice di Bologna, in pieno accordo con il pronunciamento della Suprema Corte, ha annullato ben 25 multe. E il caos prosegue.
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