Scivoloni, gaffe ed errori: tutti i passi falsi di Trudeau

La carriera politica di Trudeau è ricca di gaffe ed episodi controversi. Il passo falso commesso ad Hiroshima nel faccia a faccia con Giorgia Meloni è soltanto la punta di un iceberg enorme

Scivoloni, gaffe ed errori: tutti i passi falsi di Trudeau

Justin Trudeau ha commesso l'ultimo scivolone nel faccia a faccia avuto con Giorgia Meloni a margine del G7 in Giappone. Neanche il tempo di stringere la mano al premier italiano, che il primo ministro canadese, davanti a cronisti e fotografi, ha bacchettato il suo interlocutore "esprimendo preoccupazione per alcune posizioni che l'Italia sta assumendo in termini di diritti LGTB". Un'uscita infelice, quella di Trudeau, che ha spiazzato in primis Meloni, e poi gli altri presenti, visto che il tema non era neppure in agenda. La carriera politica di questo personaggio è tuttavia ricca di episodi controversi. E il passo falso commesso ad Hiroshima è soltanto la punta di un iceberg enorme.

Le gaffe internazionali di Trudeau

Partendo dalla gaffe del G7, Trudeau ha sostanzialmente rotto il protocollo previsto in occasione di un evento globale. Per di più mostrando ben poco spirito diplomatico, avendo criticato – esprimendo un mero giudizio personale - le politiche attuate legittimamente e democraticamente da un Paese terzo. Meloni, seppur spiazzata dalle affermazioni del leader canadese, ha risposto che "il suo governo sta seguendo le decisioni dei tribunali e non si sta discostando dalle precedenti amministrazioni".

Se questo botta e risposta si è mantenuto, tutto sommato, su toni pacati, quello andato in scena lo scorso novembre a Bali, tra il solito Trudeau e Xi Jinping è sembrato ben più elettrizzante. In quell'occasione, durante il G20 indonesiano, il presidente cinese ha rimproverato il suo omologo canadese dopo che i funzionari di Ottawa avevano condiviso i dettagli di un precedente incontro avvenuto tra i due leader a margine dell'evento.

Le liti con Trump e Xi

"Tutto ciò di cui abbiamo discusso è trapelato sui giornali. Non è appropriato e non è così che è stata condotta la nostra conversazione, giusto?", era esploso di rabbia Xi, ripreso dalle telecamere. "In Canada crediamo in un dialogo libero, aperto e franco, cosa che continueremo a portare avanti. Continuerò a cercare di lavorare in modo costruttivo, ma ci saranno punti su cui non saremo d'accordo", era stata la contro risposta di Trudeau, gelato dal capo di Stato cinese. "Creiamo prima le condizioni", aveva quindi tagliato Xi, congedandosi con una stretta di mano e voltando le spalle al suo interlocutore.

Nel 2018, durante il G7 in Quebec, Donald Trump abbandonò in anticipo il summit in rotta di collisione con il padrone di casa: proprio Justin Trudeau. The Donald lo aveva accusato di aver cambiato il documento di conclusione dell'incontro, nello specifico nella parte riguardante i dazi. L'allora presidente americano aveva inoltre tacciato Trudeau di comportarsi in modo "mansueto e mite" nelle riunioni, per poi attaccare gli Stati Uniti in conferenza stampa.

Sempre nel 2018, in visita di Stato in India, Trudeau si è presentato nel Paese, con la moglie e i figli, vestito con abiti in stile Bollywood, per niente adatti ad un incontro istituzionale. In una cena, inoltre, aveva invitato un ex terrorista sikh e il premier indiano Narendra Modi lo ha ricevuto solo nel penultimo giorno del suo soggiorno.

Gli scivoloni in patria

E poi c'è il dossier delle gaffe in patria. Lo scivolone più recente risale allo scorso marzo, quando Trudeau ha infranto l'ennesimo protocollo istituzionale, questa volta nella cornice della Camera dei Comuni canadese. Durante un question time si è rivolto al presidente della Camera, Anthony Rota, chiamandolo "Mr. Trudeau" invece di "Mr. Speaker".

L'errore di Trudeau in realtà è andato contro le regole della Camera in due modi. Oltre a identificare la persona sbagliata, il primo ministro ha anche infranto una regola di vecchia data per impedire che i dibattiti diventino troppo personali. I membri, infatti, non si chiamano l'un l'altro per nome ma per titolo, posizione o nome del collegio elettorale, mentre i ministri di gabinetto sono indicati dal portafoglio che detengono.

Nel passato di Trudeau non mancano, poi, veri e propri scandali. È stato accusato di aver palpeggiato, nel 2000, quando aveva 28 anni, la giornalista Rose Knight. Tra il 2016 e il 2017, quando era già primo ministro, ha invece trascorso una vacanza sull'isola privata di proprietà dell'Aga Khan, alle Bahamas. In quel period, sarebbero stati in corso accordi tra il miliardario e leader spirituale, imam dei Nizariti, e l'Aga Khan Foundation in Canada, scatenando così le accuse di un conflitto di interessi.

Nell'occhio del ciclone sono finite anche le pressioni esercitate su Jody Wilson-Raybould, ministro della Giustizia canadese, per convincerla a chiudere un occhio sulla multinazionale canadese Snc-Lavalin, accusata di aver pagato 32 milioni di euro di tangenti per ottenere appalti in Libia all'epoca di Gheddafi.

Risultato: la storia ha spinto Wilson-Raybould e altri due ministri a dimettersi. Impossibile, infine, non citare le foto pubblicate dal Time che lo ritraggono da giovane ad una festa in maschera con la faccia dipinta di nero. Gli scatti gli sono valse accuse di razzismo.

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