"11.196 anni di reclusione": la super stangata contro il re turco delle crypto

Fatih Ozer era fuggito in Albania portandosi via l'astronomica cifra di 2 miliardi di dollari in criptovalute

"11.196 anni di reclusione": la super stangata contro il re turco delle crypto
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11.196 anni e 10 mesi di reclusione per Faruk Fatih Ozer, fondatore di Thodex, l'exchange di cryptovalute turco. Una condanna epocale che non lascerà a Ozer molte possibilità di patteggiamento. Si è concluso dunque così il processo che lo ha visto imputato con l'accusa di truffa, riciclaggio e fondazione di un'organizzazione criminale.

Cosa è accaduto

Thodex, una piattaforma con 391mila utenti, era stata fondata nel 2017, per poi interrompere d'improvviso ogni genere di attività a partire dal 2021. All'inizio si era parlato dell'ipotesi di un non ben precisato attacco informatico, che aveva costretto i responsabili a sospendere temporaneamente le proprie operazioni. Poco dopo, tuttavia, fu evidente a tutti il fatto che le transazioni di crypto non sarebbero più riprese.

Dopo aver ricevuto migliaia di segnalazioni da parte dei clienti truffati, Ankara ha deciso di sigillare la piattaforma e mettere sotto accusa 21 persone ritenute a vario titolo responsabili della vicenda. Tra queste lo stesso Ozer, nei confronti del quale è stato emesso un avviso rosso da parte dell'Interpol. Quello noto col nome di "red notice" è in sostanza un mandato di cattura internazionale che costringe le autorità della Nazione in cui il latitante viene individuato a trattenerlo nell'attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine che hanno sporto denuncia nei suoi confronti.

Il 27enne, nel frattempo, aveva lasciato la Turchia, portandosi via l'astronomica cifra di 2 miliardi di dollari in cryptovalute. La fuga di Fatih Ozer si è poi conclusa nell'agosto dello scorso anno in Albania, per la precisione a Vlore dove è stato catturato dalle autorità locali e quindi estradato in Turchia.

Il processo

Nel caso in esame sono stati sottoposti a processo 21 imputati, fra cui Ozer e i fratelli Güven e Serap Özer. Durante il dibattimento in tribunale l'imputato si è difeso, professando la propria innocenza e affermando che lui e la sua famiglia stavano subendo un'ingiustizia."Thodex non è un'organizzazione criminale", ha dichiarato l'imputato, come riportato dal portale online turco Ntv.com. "Sono abbastanza intelligente da gestire tutte le istituzioni del mondo", ha aggiunto,"ciò è evidente dalla società che ho fondato quando avevo 22 anni. Se dovessi fondare un'organizzazione criminale, non agirei in modo così amatoriale".

Ozer ha dichiarato anche di avere risarcito i suoi clienti proprio quando si trovava in Albania, respingendo con fermezza l'imputazione per criminalità organizzata.

L'accusa, sulla base dei dati in proprio possesso, ritiene invece che egli abbia trasferito una buona parte delle criptovalute rubate, per un valore complessivo di circa 30 milioni di dollari, in una banca di Malta poco prima della fuga.

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