Seicento tablet, cellulari e pc rubati dagli uffici del Comune di Milano

I dispositivi sono stati rubati dagli uffici di Palazzo Marino. Tra gli undici indagati c'è anche un dipendente del Comune di Milano. Alcuni tablet e cellulari sarebbero stati rinvenduti nei mercati rionali al costo di 50/100 euro

Seicento tablet, cellulari e pc rubati dagli uffici del Comune di Milano

Seicento cellulari, tablet e pc rubati dagli uffici del Comune di Milano. È quanto emerge da un'indagine condotta dall'Unità Investigazioni e Prevenzione della Polizia locale, coordinata dalla Procura della città meneghina, relativa a un maxi-furto avvenuto nelle stanze di Palazzo Marino. Tra le persone indagate - 11 in totale - c'è anche un dipendente che, stando a quanto scrive Repubblica, avrebbe giocato "un ruolo centrale" nella vicenda. Gran parte dei dispositivi veniva rivenduta, tramite intermediari, nei mercati rionali ad un costo compreso tra i 50 e i 100 euro. La notizia è stata confermata con una nota diffusa dall'amministrazione pubblica nella giornata di ieri, martedì 21 marzo.

Tutto è nato da uno scatolone

La miccia che ha fatto esplodere il caso è stato il ritrovamento sospetto da parte di un collaboratore comunale di uno scatolone, apparatemente sigillato, in cui mancavano però 57 cellulari e 8 tablet destinati ai dipendenti di piazza Scala. A seguito della segnalazione da parte dell'ufficio Tecnologia e Innovazione Digitale di Palazzo Marino, che si occupa di gestire la dotazione tecnologica del personale al servizio dell'amministrazione pubblica, sono scattati gli accertamenti della Polizia locale. Le indagini, avviate lo scorso giugno, hanno permesso di appurare un ammanco di ben 600 dispositivi, tra tablet, pc e cellulari, dei 5mila apparecchi elettronici che sono forniti in commodato d'uso da Telecom al Comune di Milano secondo quanto regolamentato da Consip.

Cellulari rinveduti nei mercati rionali

L'analisi dell'area di utilizzo dei devices ha consentito di effettuare le necessarie perquisizioni, di rientrare in possesso di una parte dei dispositivi rubati e individuare i presunti autori del furto. Nella fattispecie, attraverso l'analisi dei tabulati telefonici, gli investigatori hanno localizzato gli apparecchi elettronici "nell'area territoriale compresa tra alcuni comuni del Pavese e della provincia di Milano e in alcuni casi al di fuori dell'ambito regionale", si legge nella nota di Palazzo Marino. I cellulari venivano venduti prevalentemente con il passaparola e, in alcuni casi, nei mercati rionali tramite alcuni intermediari.

Tra gli indagati, di cui 10 persone esterne, vi è anche un dipendente del Comune. Le indagini, però, non sono ancora chiuse. Non escluso che la" talpa" possa aver agito in concorso con altri complici.

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