"Indemoniato. In casa nostra botte e abusi". La madre di Jessica ai funerali in carrozzina

Lunedì mattina si sono svolti i funerali di Jessica Malaj, la 16enne uccisa dal padre, Taulant Malaj. La madre: "Mio marito ci picchiava e abusava di mia figlia. La sera della strage gli dissi che lo avremmo denunciato"

In foto, Tefta Malaj in sedia a rotelle
In foto, Tefta Malaj in sedia a rotelle
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"Oggi è il giorno più brutto della mia vita, non riesco neppure a parlare". A parlare è Tefta, la madre di Jessica Malaj, la 16enne accoltellata dal padre, Taulant Malaj, nella notte tra il 6 e il 7 maggio a Torremaggiore (Foggia). Il 45enne albanese ha ucciso anche il vicino di casa, Massimo De Santis, ritenendo che fosse l'amante della moglie. "Non è vero niente. - dice Tefta in un'intervista a Repubblica -Non c'era nessuna relazione clandestina, questo è certo. Mio marito ha inscenato tutto. Lo ha fatto perché io e mia figlia eravamo intenzionate a denunciarlo". E ancora: "Ci picchiava e abusava di Jessica".

Gli abusi

È un racconto di un dramma familiare senza fine, quello che emerge dalle parole di Tefta Malaj. Il marito Taulant, in carcere con l'accusa di duplice omicidio e un tentato, avrebbe abusato sessualmente di Jessica. "Non aveva ancora 14 anni quando ha subito abusi sessuali da mio marito - ricorda la donna -Approfittava della mia assenza in casa per toccarla. Ma gli approcci a sfondo sessuale erano anche verbali". Nonostante fosse molto provata e imbarazzata, Jessica aveva raccontato alla madre delle molestie: "Quando me lo ha detto non ci credevo. - dice Tefta - Mi sembrava assurdo. Poi ho iniziato a indagare e ho scoperto tutto". A quel punto "ho affrontato mio marito - continua - ma lui mi ha picchiata. Lo aveva già fatto prima di questi abusi. L'ho anche cacciato di casa per una settimana ma è tornato".

"La sera dell'omicidio gli ho detto che volevamo denunciarlo"

Per circa due anni, Jessica avrebbe subito in silenzio le molestie del padre. "Si vergognava di denunciare, - spiega la donna - temeva che le persone la giudicassero male". Negli ultimi tempi, però, le cose erano cambiate: "Ci stavamo convincendo che l'unica cosa giusta da fare era denunciarlo". Purtroppo non hanno fatto in tempo: "La sera dell'omicidio - continua - avevo detto a mio marito 'tua figlia un giorno o l'altro ti denuncerà'. Avevo fatto installare anche delle telecamere in camera da letto e soggiorno per incastrarlo. Lui si avvicinava a Jessica quando io non c'ero".

"Aveva lo sguardo da indemoniato"

Seppur ferita, Tefta è scampata miracolosamente alla furia cieca del marito ma non riesce a dimenticare lo sguardo del marito mentre colpiva a morte la figlia. "Aveva gli occhi da indemoniato - ricorda - Dopo aver accoltellato me e Jessica, continuava a prenderci a calci". La notte della strage, in casa c'era anche il figlio minore della coppia: "Taulant è sempre stato molto violento con me e Jessica, con Leonardo molto meno. Anche se quella notte è balzato sopra di me per raggiungere nostro figlio nel lettino. Lo ha preso per la gola: voleva ammazzare anche lui".

Per fortuna, il piccolo Leonardo, cinque anni compiuti da poco, è riuscito a salvarsi. "Voglio dedicarmi solo a lui - conclude Tefta -Io e mio figlio ripartiremo da zero, lontano da Torremaggiore".

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