Bimbo mai stato con la madre? Cosa svelano le videocamere

Gli inquirenti provano a ricostruire gli spostamenti di Viviana. E le telecamere in autostrada svelano un retroscena

Bimbo mai stato con la madre? Cosa svelano le videocamere

Sono trascorsi 8 giorni da quando sono iniziate le ricerche di Gioele, il figlio di Viviana Parisi, la mamma Vj ritrovata senza vita nei boschi di Caronia, ma del bimbo ancora nessuna notizia. Tante le ipotesi vagliate dagli inquirenti circa la misteriosa scomparsa del piccolo, dal matricidio all'inverosimile sequestro da parte di un sconosciuto: tutte formulazioni attendibili ma prive, ad oggi, di riscontro effettuale. Si procede per tentativi, sulla base delle testimonianze riferite da parte di astanti occasionali e attraverso lo scandaglio dei pochi, pochissimi frammenti video delle telecamere di sorveglianza sulla A20 Messina-Palermo. E se col passare delle ore, la speranza di ritrovare Gioele sano e salvo si affievolisce, il dubbio che possa essergli accaduto qualcosa di terribile s'insinua con prepotenza tra le innumerevoli incertezze che il caso riserva. Era davvero con la mamma quel maledetto lunedì mattina?

Le immagini delle telecamere sulla A20

Che Gioele fosse con la madre quando l'Opel Corsa grigia di Viviana transitava sulla autostrada A20, in direzione Palermo, nessuno può assicurarlo. Sebbene la 43enne avesse comunicato al marito che sarebbe andata a Milazzo per acquistare un nuovo paio di scarpe al piccolo, in realtà, non avrebbe mai fatto sosta nella ridente località Messinese. Gli unici frammenti video, una manciata di secondi estrapolata dai nastri delle telecamere di sorveglianza autostradale, non provano la presenza del bimbo a bordo della vettura. "Le immagini sono sfocate, non distinguono i passeggeri. - riferiscono gli investigatori in un passaggio riportato dal quotidiano il Corriere della Sera - Ma se anche fossero nitide e si vedesse il bambino, non potremmo mai sapere se era vivo". L'ipotesi, ovviamente, sottende allo scenario più tragico, quello che il piccolo fosse morto. A fronte di tale supposizione, la donna avrebbe dapprima seppellito il corpo del figlio e poi, una ventina di minuti più tardi, si sarebbe tolta la vita tra la fitta vegetazione di Caronia. Ma è andata sul serio così?

Le testimonianze

Non forniscono elementi utili al ritrovamento di Gioele, purtroppo, le dichiarazioni fornite da alcuni testimoni. Che Viviana abbia scavalcato il guardrail dell'autostrada A20, all'altezza di Caronia, è un dato di fatto. Ma che Gioele fosse con lei è ancora da accertare. I soli ad averli visti insieme sono una coppia di persone, padre e figlio, che erano fermi ad una piazzola di sosta poco più avanti del punto in cui la 43enne ha abbandonato la vettura. "Abbiamo notato una donna con un bimbo in braccio che scavalcava il guardrail", raccontano. Versione diversa, invece, quella riferita dai due operai del furgone contro cui avrebbe impattato - senza riportare danni di entità significativa - l'Opel Corsa grigia. "Sembrava che la donna fosse da sola", affermano. Ma è solo un vago ricordo.

Viviana ha affidato Gioele a qualcuno prima di togliersi la vita?

Si tratta solo di una mera ipotesi, forse la più fantasiosa ma, al contempo, l'unica che fa sperare ancora di ritrovare Gioele sano e salvo. "Non lo lasciava mai, figuriamoci se lo dava a qualcuno che non è della famiglia", dicono gli amici di Viviana che non credono alla possibilità di un omicidio-suicidio. Tuttavia, dalla procura ribadiscono ''Non escludiamo nessuna pista". Se così fosse, si spiegherebbe l'insolito percorso effettuato dalla donna, quella sosta a Sant'Agata Militello e la decisione di fermarsi a Caronia per farla finita. Ma, allora, chi avrebbe in custodia il bimbo?

L'ipotesi del sequestro e quella de malore

Due ultime formulazioni degli investigatori rendono ancor più intricato il mistero della scomparsa del piccolo rasentando, per certi aspetti, l'intreccio di un crimine delittuoso. Viviana potrebbe essere stata colpita da uno sconosciuto nella boscaglia, lo stesso che, qualche minuto più tardi, avrebbe portato via con sé il bimbo. A fronte di tale supposizione, ne consegueno due domande lecite: perché avrebbe scavalcato il guardrail, qualcuno l'ha costretta? Se sì, chi e per quale motivo? Altra ipotesi - per la verità, altamente improbabile e dai contorni macabri - è che la 43enne abbia avuto un malore finendo per battere la testa su uno di quei grossi massi che costeggiano il sentiero dove è stata ritrovata cadavere. A quel punto, i maialini selvatici avrebbero attaccato madre e figlio per cibarsene. "Difficile, non abbiamo trovato neppure capello", allargano le braccia dalla procura.

Oggi, giungerà l'esito degli esami autoptici effettuati sulla mamma Vj che potranno confermare le cause del decesso e chiarire alcuni punti oscuri della vicenda. Intanto, proseguono a tutto spiano le ricerche di Gioele. La speranza resta appesa ad un filo, labile come un filo d'erba.

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