Brindisi, migranti trasferiti dal prefetto in una casa di accoglienza

Cittadini infuriati e soprattutto impauriti, ma il sindaco decide di incontrare i profughi insieme agli abitanti del centro salentino: "Insieme si sconfiggono i pregiudizi"

Brindisi, migranti trasferiti dal prefetto in una casa di accoglienza

Il nome della residenza, "Casa del sole", prometteva un epilogo felice del trasferimento di cinquanta migranti da Brindisi a Laureto, una frazione collinare poco lontana da Fasano. La decisione del prefetto, però, d'intesa con la Curia proprietaria dell'immobile, ha scatenato l'ira degli abitanti del piccolo paesino.

A contestare la scelta della prefettura è Sante Livrano, abitante di Laureto. Livrano rilascia dichiarazioni infuocate a ilGiornale.it, il dito puntato contro il prefetto che “ha deciso lo spostamento senza neanche avvisare il primo cittadino”.

Livrano parla addirittura di un evento che ha prodotto un "trauma" nella comunità e ha chiesto e ottenuto, insieme ad altri cittadini, un incontro con il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, per affrontare subito quella che per lui e per altri sembrava un'emergenza assoluta.

“Il sindaco non era a conoscenza di nulla – sottolinea Livrano - quindi a priori è stato commesso un errore perché il prefetto non può prendere questa decisione senza avvisarlo”.

Laureto d'inverno ha circa 600 abitanti e d'estate mille, i cittadini hanno, secondo il racconto di Livrano, reagito con timore soprattutto di fronte all'arrivo di stranieri.

“Inizialmente c'è stata molta paura – ha continuato Livrano – Abbiamo chiesto e subito il sindaco è stato disponibile a riceverci. I residenti chiedono più sicurezza sia con le forze dell'ordine che sono, infatti, aumentate sia dal punto di vista sanitario. Si tratta di persone che non conosciamo”.

Ma dopo lo sgomento iniziale “per tutto quello che si sente in televisione”, ha continuato il cittadino, “abbiamo deciso con il sindaco di incontrare i migranti.”

Un incontro aperto tra i residenti di Laureto e i profughi ospiti della struttura fasanese. Se si demonizza ciò che non si conosce la paura si autoalimenta. L' incontro potrebbe essere occasione, a dispetto della reazione iniziale, per aprire la strada alla pacifica convivenza nella piccolissima frazione del brindisino.

“Queste paure sono spesso frutto di suggestioni e bisogna lavorare insieme affinché svaniscano” ha dichiarato, intanto, in

un'intervista ad un quotidiano locale, il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria.

Integrazione, dunque, è la lezione che il sindaco dovrà essere bravo ad impartire ai suoi cittadini. Integrazione, la chiave per vincere la paura.

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