Crollo di Genova, i vigili: "Lacrime per la bimba con l'orsacchiotto"

Anche per i soccorritori la tragedia di Genova è un pugno al cuore: "Questo ponte ti colpisce. Guardando dal basso verso l'alto, ti rendi conto di quello che devono avere provato le persone che sono precipitate nel vuoto"

Crollo di Genova, i vigili: "Lacrime per la bimba con l'orsacchiotto"

La tragedia di Genova è una ferita che sanguina. I soccorritori e i vigili del fuoco scavano giorno e notte. Se serve usano anche le mani. Le immagini che si presentano davanti ai loro occhi sono drammatiche. In alcuni casi indescrivibili. Famiglie schiacciate dai calcinacci, macchine ridotte a modellini, tir disintegrati e un orsacchiotto. Un orsacchiotto di peluche. Il caporeparto degli Usar, gli specialisti nelle ricerche di persone in caso di catastrofi, quell'orsacchiotto non lo dimenticherà facilmente. Intercettato dal Corriere della Sera, Domenico Remonti parla di questa immagine che fa venire i brividi.

"Qui è straziante - dice commentando la tragedia che ha piegato Genova -. Siamo abituati alle tragedie, quotidianamente interveniamo sugli incidenti stradali. Però questo ponte ti colpisce. Guardando dal basso verso l’alto, ti rendi conto di quello che devono avere provato le persone che sono precipitate nel vuoto".

Poi arriva alla bambina con l'orsacchiotto e tutto si ferma. I sogni della piccola, dei suoi genitori, di quello che avrebbero potuto fare insieme. "La macchina era irriconoscibile, dentro c'erano mamma, papà, un bambino di 8 e una bambina di 3 anni - spiega al Corsera -. Quando ho visto l'orsacchiotto, ho pianto, lo ammetto. Chi sono? Non lo so, noi ci fermiamo al nostro lavoro".

La famiglia non ce l'ha fatta. E l'osacchiotto resta lì. Incastrato fra le lamiere della macchina. Sporco di polvere e fango.

Andarlo a toccare sembra andare a violare l'intimità di quella famiglia, di quella bimba. Ma il crollo del ponte Morandi ha diviso per sempre quella bimba di 3 anni dal suo orsacchiotto. Un orsacchiotto che fa piangere chiunque lo guardi.

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