Il ddl tortura arriva alla Camera. Papa Francesco: "Bisogna abolirla"

Comincia oggi alla Camera la discussione sul ddl tortura già approvato in Senato. Intanto papa Francesco prende posizione su Twitter: "La tortura va condannata e abolita"

Il ddl tortura arriva alla Camera. Papa Francesco: "Bisogna abolirla"

Si celebra oggi in tutto il mondo la "Giornata internazionale delle vittime di tortura". Sarà un caso, ma proprio oggi arriva in discussione alla Camera il ddl già approvato il mese scorso in Senato, con cui il governo vuole introdurre nel codice penale il reato di tortura.

In base alla versione del testo approvata a Palazzo Madama, sarebbe prevista una pena da 4 a 10 anni, aumentata: da 5 a 12 anni se il fatto viene commesso da un pubblico ufficiale; fino alla metà se il fatto produce lesioni gravi o gravissime; fino a 30 se il fatto cagiona la morte della vittima.

Negli ultimi giorni diversi soggetti si sono espressi contro le modalità del reato di tortura, così come sarebbero previste dal nostro ordinamento in caso di conferma del testo approvato in Senato. Il Ddl era stato accolto dalle polemiche sollevate da alcuni gruppi parlamentari e da associazioni come Antigone e Amnesty International: "Così com'è sarà difficilmente applicabile".

Anche il Consiglio d'Europa ha espresso una contrarietà di massima rispetto all'impostazione della legge votata dal Senato il 17 maggio scorso.

In una lettera trasmessa alla commissione Giustizia della Camera - che ha respinto ogni emendamento proposto da maggioranza e opposizione - il commissario per i diritti umani Nils Muizniesk si è detto "preoccupato per le profonde differenze" tra la definizione del reato di tortura contenuta nel ddl e quella presente nei testi internazionali ratificati dall'Italia.

Tra i punti più discussi messi nel mirino da Muisnieks, per esempio, il fatto che per essere processati per tortura bisognerà aver commesso il fatto più di una volta: una condizione che potrebbe "creare potenziali scappatoie per l'impunità". Critiche anche dai Radicali, i quali chiedono di trasformare la tortura da reato comune a reato commesso da pubblici ufficiali.

Un panorama di voci discordi nel rotto dall'ecumenismo di Papa Francesco, intervenuto sul tema con un post pubblicato

sul profilo Twitter Pontifex. "Ribadisco la ferma condanna di ogni forma di tortura e invito tutti ad impegnarsi per la sua abolizione e per sostenere vittime e familiari": parole con le quali il capo della Santa Sede chiede di fare presto.

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