Ferrara, parla il padre di Manuel: "Secondo me erano sconvolti dalla droga"

Manuel e Riccardo sono stati accusati di aver uccisio i genitori di Riccardo a colpi d'ascia. Ora a parlare è il padre di Manuel che racconta cosa è successo quella terribile notte

Ferrara, parla il padre di Manuel: "Secondo me erano sconvolti dalla droga"

"Riccardo ha convinto Manuel con quella somma di denaro, è per quello li hanno ucciso a colpi di ascia: quando i carabinieri sono venuti a casa mia hanno sequestrato un portafoglio pieno zeppo di contanti".

Manuel e Riccardo erano amici del cuore. Manuel avrebbe fatto di tutti per il suo amico. Anche aiutarlo ad uccidere i suoi genitori. E così è stato. Ora a parlare è il padre di Manuel che in un'intervista a La Stampa descrive esattamente ccosa è successo lunedì notte nei pressi di Ferrara.

"Erano andati a dormire a casa di Riccardo - spiega il padre di Manuel -. Io e mia moglie li vediamo tornare alle sei del mattino. Sono insieme sullo scooter. Mio figlio era pallidissimo. Mi ha detto che si sentiva poco bene. Hanno dormito qui in questa stanza, dove hanno poi trovato il portafoglio. Si sono svegliati alle 10,30 del mattino. Riccardo sembrava tranquillissimo, davvero. Hanno giocato insieme. Per pranzo gli ho fatto un piatto di pasta in bianco. Chiacchiere normali. Verso le 13,30 Riccardo ha salutato per andare a casa di suo zio. È stato un po’ più tardi, verso le quattro del pomeriggio, che mio figlio è venuto a darmi la notizia. Mi ha detto di averla letta su Facebook. I genitori di Riccardo erano stati uccisi. Piangeva, gli ho detto che era nostro dovere andare subito davanti alla casa della loro famiglia per dire ai carabinieri tutto quello che poteva essere utile".

Quel giorno (martedì 10 gennaio, ndr) Manuel non parlava. Continuava a ripetere la versione dell'essersi sentito poco bene. Lui e l’amico Riccardo raccontavano un mare di bugie. La seconda notte - quella di mercoledì - i carabinieri vanno a prenderlo a casa. "Ero con mio figlio - continua il padre di Manuel - gli ho chiesto se c’entrasse qualcosa. Ma lui continuava a negare. L’ho visto entrare nella caserma di Comacchio verso le 5 del mattino. Alle 9 è uscito fuori, mi è venuto incontro, mi ha guardato e ha detto: 'Perdonami, papà'. Gli ho tirato uno schiaffo, sono scoppiato in lacrime. Più tardi, i carabinieri hanno sequestrato il suo portafoglio a casa nostra. È stato mio figlio a portarli al canale, i vestiti sporchi di sangue erano dentro il mio borsone da calcio rosso. Mi ha sconvolto. Significa che l’aveva portato da casa quella sera, vuol dire che ci avevano pensato a quello che stavano per fare".

Il padre di Manuel, nel corso dell'intervista, ripete a più riprese che suo figlio è stato comprato da Riccardo con quei 1000 euro perché tra la sua famiglia e quella dei coniugi che sono stati ammazzati a colpi d'ascia c'erano grandi differenze, soprattutto economiche.

"Io sono di razza contadina - confessa il padre di Manuel -. Per me ti devi impegnare per avere qualcosa, solo così la ottieni. Quando mio figlio si è fatto bocciare la seconda volta per il patentino, io gli ho detto di arrangiarsi. Che si tenesse la bici, perché bisogna imparare a faticare. Avevo già speso 600 euro, mi sembrava abbastanza. Ma quell’altro, il suo amico, stava bene e pretendeva sempre di più. Aveva lo scooter, il telefono da 700 euro, i vestiti tutti firmati. Detestava la madre perché lo sgridava duramente, cercava di mettergli un freno. Avevano litigato molto, nell’ultimo periodo. Lo sapevo anche io, ma chi poteva immaginare una cosa simile?".

Il padre di Manuel è sconsolato, non si sarebbe mai immaginato una cosa del genere perché suo figlio "è un buono". Ma quando gli viene domandato dell'ascia, l'uomo racconta: "Mio figlio l’ha fatta ritrovare vicino al campo sportivo. Ora ho paura che si ammazzi. È un ragazzo buono, ma è un debole. Secondo me erano sconvolti da qualche sostanza. Erano drogati. In carcere era disperato. Mi ha chiesto un pacchetto di sigarette. Gli ho detto che io e sua mamma gli staremo sempre vicini, anche se quello che ha fatto è troppo grande, troppo…".

Lo sfogo del padre di Manuel è questo, pieno di rabbia

e delusione. Ma quello che il papà di Manuel ancora non sa è che, secondo gli investigatori, sarebbe stato proprio lui ad usare l’ascia contro i genitori di Riccardo. Sei colpi alla madre, tre al padre. Nove colpi fatali.

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