Ghanese choc mentre è ai domiciliari: torture con le sigarette e stupri

Sbarcato a Pozzallo nel 2017, viene accusato di essere uno scafista. Messo agli arresti domiciliari, continua a torturare e stuprare la propria compagna

Ghanese choc mentre è ai domiciliari: torture con le sigarette e stupri

La bruciava con le sigarette e la violentava ripetutamente. Il ghanese, che è stato arrestato ieri dalla la squadra Mobile di Ragusa (guarda il video), trattava la propria compagna come un oggetto. Le infliggeva una violenza inaudita provocandole dolore fisico oltre ogni immaginazione. E tutto questo lo faceva mentre era agli arresti domiciliari, in un domicilio diverso da dove risiedeva la campagna.

Il ghanese era sbarcato a Pozzallo nel gennaio 2017. Nel giro di breve, però, la polizia lo aveva arrestato perché aveva buoni inizi per accisarlo di essere lo scafista che aveva portato centinaia di immigrati clandestini in Italia. Per questo era finito agli arresti domiciliari. Eppure, nonostante fosse braccato dalla giustizia italiana, non si faceva alcun problema a commettere nuovi reati. Ad allertare gli investigatori è stato un referto medico rilasciato dal pronto soccorso dopo le cure prestate alla donna che è stata immediatamente chiamata in ufficio dagli inquirenti.

La donna ha sempre avuto paura di denunciare il compagno. "Se lo fai - le diceva lui continuamente - ti ammazzo". Alla fine, però, non è più riuscita a resistire a tutta quella violenza e non appena ha riconosciuto di essere in un luogo sicuro ha abbracciato le donne poliziotto chiedendo aiuto e protezione.

Quindi, ha raccontato le violenze e gli abusi subite per mano del ghanese violento. La squadra mobile di Ragusa è subito intervenuta per mettere fine a questa triste vicenda mettendo in carcere l'immigrato dopo averlo rintracciato all'interno di una abitazione del centro storico del capoluogo ibleo.

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